UK: l’ethical consumerism triplicato in 10 anni

Il rapporto annuale della Co-operative Bank sull’ethical consumerism, misura la spesa relativa a prodotti etici in UK, in particolare relativi al fair trade.
Vincenzo Comito riprende su Finasol.it un articolo del The Guardian, del 30 Dicembre scorso di Rebecca Smithers, analizzandone i dati salienti.

– L’ethical consumerism è triplicato nell’ultimo decennio in UK, mentre quella generale dei consumi del paese è aumentata nel periodo del 58%.
– La spesa per i prodotti etici si collocava in totale ad un livello di 13,5 miliardi di sterline nel 1999 ed è cresciuta sino a 36 miliardi dieci anni dopo.

– La spesa media per ogni famiglia è così aumentata nel periodo da 241 a 735 sterline ed oggi, secondo la ricerca, un adulto su due del paese afferma di aver fatto almeno un acquisto di prodotti etici nel 2008.

La ricerca sottolinea peraltro come la quota dei consumi etici su quelli totali  del paese – pari nel 2008 a 891 miliardi di sterline – rappresenti ancora una percentuale molto ridotta, anche se in rilevante crescita nel tempo.
La spesa per prodotti fair trade era stata pari a 22 milioni di sterline nel 1999 ed è cresciuta sino a 635 milioni dieci anni dopo – quindi con una dinamica di incremento molto superiore a quella generale dei prodotti etici – mentre le previsioni per il 2010 parlano di una cifra che dovrebbe collocarsi intorno ad 1 miliardo di sterline.
Con queste cifre la Gran Bretagna si tende indubbiamente a collocare tra i paesi di punta per lo sviluppo del fenomeno.

Da segnalare che la Co-operative Bank è stata la prima organizzazione a sostenere il concetto di commercio equo e solidale 15 anni fa in Gran Bretagna, cominciando già allora ad inserire i  prodotti del settore nella sua rete di supermercati. Nell’ambito dei prodotti etici hanno avuto nel periodo una forte crescita nel paese in particolare anche le vendite dei prodotti “verdi” per la casa.

[via Finasol.it]

[Dario Carrera]