Posts Tagged ‘dario carrera’

Money For Good – Tutti gli appuntamenti

Money For Good, è il ciclo di incontri organizzati da The Hub Roma e Alessandro Messina pensata per conoscere i professionisti che lavorano nella finanza legata alla social innovation.

Ecco i prossimi incontri a cui, vi ricordiamo, è necessario iscriversi.

martedì 16 aprile dalle 19 verrà presentato il volume edito da Il Mulino, “Nuovi bisogni finanziari. La risposta del microcredito in Italia”, di Antonio Andreoni, Marco Sassatelli e Giulia Vichi.

Saranno presenti gli autori per presentare e discutere le cause individuate del ritardo del settore in Italia ed analizzare le ragioni per cui le offerte di microcredito, nelle diverse tipologie e modalità, non sono in grado ad oggi di rispondere adeguatamente ai nuovi bisogni finanziari delle famiglie e delle microimprese.

Registrazione richiesta qui.
Ingresso gratuito per gli hubber, per tutti gli altri 5 euro con consumazione inclusa.
Read Full Post »

La via italiana alla Social Innovation Agenda – giovedì 21 marzo

Giovedì 21 marzo alle 11:30 si terrà l’evento “La via italiana alla Social Innovation Agenda” in Viale Trastevere, 76/a – Sala delle Comunicazioni, II piano Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

L’incontro ha l’obiettivo di lanciare un percorso partecipato di costruzione della Social Innovation Agenda in Italia. Il processo è già stato avviato con un instant poll che ha raccolto numerosi feedback “dal basso” su aspetti cruciali come politiche pubbliche, strumenti finanziari, metodi e processi, contribuendo così alla stesura di un documento di sintesi che verrà presentato giovedì.

Qui per la registrazione, obbligatoria.

L’evento potrà essere seguito anche in streaming a questo link.

Tra i temi che l’evento si pone di affrontare si includono:

  • soluzioni innovative che creano valore per la società, anche attraverso le tecnologie;
  • modelli di generazione, scambio e diffusione della conoscenza;
  • valorizzazione di esperienze ed iniziative di impresa della social innovation, identificazione di filiere e cluster nei territori;
  • il ruolo della social innovation in Europa e le opportunità internazionali;
  • strumenti finanziari innovativi a supporto delle inziative pubbliche e private di social innovation;
  • misurazione dell’impatto delle inziative di social innovation, con indicatori omogenei a livello nazionale

Il programma prevede:

Ore 11,30 – Introduzione all’evento

  • La Social Innovation Secondo il Miur
    Fabrizio Cobis – Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca
  • La Social Innovation nell’Agenda Europea
    Filippo Addarii – Euclid Network
  • Dal pubblico al privato, l’esperienza di Nesta
    Marco Zappalorto – Nesta UK
  • Presentazione del documento di sintesi “La Via Italiana alla Social Innovation Agenda”
    Think tank per le politiche per l’innovazione, Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca

Modera: Monica Maggioni

Ore 12,30 Conclusioni e lancio della Social Innovation Agenda
Ministro Francesco Profumo

Credito al Credito e Credito alle Idee

Come già scritto nei commenti del post relativo al Convegno “Credito al Credito” organizzato da Abi, che ci ha visto tra i partecipanti, putroppo la sessione nel quale ha tenuto l’intervento Dario Carrera non ha avuto la coda delle domande/risposte e dibattito.

Personalmente ho partecipato alla sessione relativa al Credito al non profit. Il fil rouge degli interventi, più che le caratteristiche del terzo settore e l’impegno delle banche nel soddisfare tale domanda, è stato nella maggior parte degli interventi (Biggeri di Banca Etica, Gavi di Unicredit, Morganti di Banca Prossima) come includere negli attuali processi di rating/valutazione anche componenti non esclusivamente economiche.

Argomentazioni ed esperienze segnalate da Biggeri e Morganti sono state decisamente più convincenti, infatti, alcuni dei parametri considerati dalle loro banche sono, ad esempio il capitale sociale e cognitivo delle organizzazioni. La principale questione sul tavolo è stata arrivare a definire uno standard condiviso per le organizzazioni non profit che integri le disposizioni del nuovo protocollo Basilea 3 con tutti quei parametri extra economici che rendono particolari le organizzazioni non profit. Da notare i casi Banca Prossima e Banca Etica (gli unici due istituti bancari che erogano crediti quasi esclusivamente al terzo settore: B.P. al 100%, B.E. circa l’85%): i tassi di sofferenza finora riscontrati sono bassissimi (0.44 e 0.40); pertanto aver incluso anche altri asset e parametri nelle valutazioni di finanziamento si è rivelato efficace.

Si sono presentate due esperienze in start up di borsa sociale: quella di Avanzi e quella della Social Stock Exchange di Londra. Nelle due presentazioni i rispettivi responsabili evidenziavano la capacità di includere nella valutazione di collocazione dei titoli pressoché tutti i criteri già citati nella prima sessione. Ho constatato nuovamente la maggior apertura di soggetti inglesi sul tema del social business: non conta più la natura giuridica, interessano solo i processi, i settori di intervento e la sostenibilità delle organizzazioni. Del resto credo che siano questi i criteri che possanno attrarre maggiormente un potenziale investitore sociale che si affaccia sul mercato del social investment.

La sessione di The Hub Roma, terminata senza dibattito, mi ha costretto a ricacciarmi in gola una domanda/provocazione. Ho ascoltato, anche in questo caso, espliciti inviti/riferimenti sull’inclusione nel rating di dati extra economici o di qualità (dall’interessante intervento di Camilla Casciati che citava Draghi sull’impresa meritevole, da Carneade di MPS sui prestiti alle imprese di “qualità” sino all’esperienza di prestiti “p2p” di Prestiamoci) e approfittato per far un salto a sbirciare anche la sessione sui finanziamenti alle start up. Sono arrivato solo sul finire dell’intervento relativo al Venture Capital di Abi, ma ho ascoltato con interesse l’intervento di Valentina Bocca del fondo VentureTT: nonostante il quadro confortante che le slide tracciavano su ricerca e innovazione in Italia, Valentina a voce citava anche i modestissimi dati economici delle start up e delle spin off universitarie finanziate.

Ecco, la mia domanda era: è chiarissimo il bisogno di un cambio di paradigmi, ma qui serve un ulteriore salto culturale e passare dai finanziamenti al terzo settore – piuttosto che alle start up o alle PMI – a finanziare un sistema competitivo. Il rischio è quello di continuare a finanziare un terzo settore residuale al pubblico (anche nel caso che il welfare sia sempre più demandato alle non profit), PMI in deficit d’innovazione e start up con zero capacità di internazionalizzazione. Sono le banche a dover sostituire una politica senza visione, competenze, risorse economiche: il loro ruolo è quello di far crescere le eccellenze (economiche, sociali) del nostro paese finanziando talento, idee, coesione sociale. Nell’ultima edizione di un libro su Adriano Olivetti, l’autore, Paolo Bricco, avanza la tesi che Cuccia, deus ex machina di Mediobanca, non fece nulla per salvare dalla scure dei tagli le attività di ricerca sull’elettronica della Olivetti nel biennio 1963-65. Secondo Bricco, Cuccia probabilmente non intuì che il nascente comparto dell’elettronica sarebbe potuto essere il nuovo settore di sviluppo trainante per il nostro sistema paese. Oggi credo proprio che non ci si possa permettere nemmeno di essere sfiorati dal dubbio che il sistema finanziario italiano agirebbe nuovamente in tale modo; tuttavia, parafrasando Bertolt Brecht, che cosa finanziamo se finanziamo imprese che non cambiano il mondo?

[Ivan Fadini]

Eco Sistemi Culturali: spazi pubblici e partecipazione

L’associazione Progetto Z.I.P,. coordinamento di 14 associazioni dei Castelli Romani che hanno dato vita all’esperienza pilota del Centro Culturale Spazio Z.I.P. organizza una giornata di studio per analizzare modelli e pratiche di gestione partecipata degli spazi pubblici. Ci saremo anche noi di The Hub. Ecco il programma, a cui seguiranno dibattiti.

* Dario Carrera – The Hub Roma: “Lo spazio per l’innovazione sociale”
* Sergio Bonriposi – Cascina Cuccagna Milano: “Un’impresa esemplare di recupero di uno spazio pubblico sostenuta e finanziata da chi ha a cuore il futuro della città”
* Carlo Infante – Urban Experience: “ La progettazione culturale come interazione tra web e territorio, secondo le linee di ricerca del performing media”
* Giovanni Greco&Filippo Lange – Teatro del Lido Ostia: “ Il Teatro del Lido uno spazio pubblico alla periferia della periferia”
* Roberto Covolo – Laboratori urbani Regione Puglia: “Alle nuove idee servono vecchi edifici – Bollenti Spiriti”
* Michele Bee – Manifatture Knos Lecce “Una fabbrica di partecipazione culturale”

29 giugno, h 16,30, presso le Scuderie Aldobrandini di Frascati. Ingresso libero.

Definendo Innovazione Sociale

Foto Reuters: “El Cerro del Apiro”, spettacolo teatrale a Port of Spain, Antille

È ospite fisso delle elucubrazioni di convegni, meeting, cene di lavoro. È qualcosa che affascina e incuriosisce, difficilmente si accetta come data e spesso scivola via per cambiare forma: è la definizione di innovazione sociale.

Poco più di un mese fa, in una conferenza abbiamo affermato che “forse l’innovazione sociale non ha bisogno di essere definita”, su friendfeed un commento è stato “non in modo assoluto e statico, ma comunque con una serie di ipotesi semistrutturate a grande velocita’ di variazione”.
Da poco più di quattro anni studio il terzo settore, l’imprendotoria sociale, l’innovazione sociale. La letteratura è ricca di modelli e teorie riguardo i primi due topic; per il terzo, la tendenza è quella di ancorarsi maggiormente alle pratiche esaltandone le rilevanze empiriche.

Codificare un fenomeno è importante, ma dettarne rigidamente i binari non risponderebbe alla natura dello stesso. Si è provato a definire una volta per tutte l’innovazione sociale. Risultato? Missione fallita con successo. E’ un fenomeno in continuo divenire. Che si innova e si ripensa, che replica modelli e inventa mercati, che rende scalabili soluzioni e accessibili servizi. E’una idea che se condivisa diventa realtà, un’organizzazione, un’impresa, un network, una lobby, un atto con forza di legge. L’innovazione sociale è attorno a noi e non avere una definizione unica è il segreto del successo.

Foto Reuters: “El Cerro del Apiro”, spettacolo teatrale a Port of Spain, Antille

L’OECD in una recente pubblicazione la definisce, nella sua accezione più ampia, come un cambiamento sociale in risposta alle sfide ed ai bisogni della collettività. Implica un cambiamento di concetto, di processo, di prodotto, di organizzazione favorendo nuove relazioni con gli stakeholder ed i territori.
L’innovazione sociale cerca nuove risposte ai bisogni della collettività, identificando e offrendo nuovi servizi che migliorino la qualità della vita degli individui e delle comunità e implementando processi
innovativi di inserimento lavorativo, di integrazione, nuove forme di partecipazione, lavoro, competenze.

Il Presidente della UE Barroso, nel 2009 affermava che “le crisi finanziarie rendono la creatività e l’innovazione in generale, l’innovazione sociale in particolare, sempre più importanti per favorire la crescita sostenibile, l’occupazione e incrementare la competizione. A tal fine è stata istituita una task force ad hoc sulla social innovation. Allo stesso tempo alla Casa Bianca di Obama è nato un “Office of Social Innovation” (ne ho già parlato qui).

Foto Reuters: “El Cerro del Apiro”, spettacolo teatrale a Port of Spain, Antille

In un reporti di tre anni fa di NESTA, si poteva leggere che per rendere scalabile l’innovazione sociale, elementi fondamentali sono le c.d. “api” – piccole organizzazioni, gruppi informali, individui con nuove idee, dinamici, veloci, capaci di “impollinare” e contaminare le grandi organizzazioni (gli “alberi”). Le nostre api sono gli hubbers! Gli nnovatori sociali di The Hub.

marina berardi the hub roma

Lo scorso 11 giugno, durante il nostro Temporary Hub abbiamo ospitato la tavola rotonda “Cos’è l’Innovazione Sociale?”.
Abbiamo offerto con Alfonso Molina (Prof. d’Innovazione presso l’Università di Edinburgo e Direttore Scientifico della Fondazione Mondo Digitale) alcune definizioni e spunti di discussione. Obiettivo è stato proporre una prima codifica – aperta ed in continua evoluzione – di innovazione sociale di The Hub Roma.

La stessa è stata inserita nel nostro wiki (aperto anch’esso),  arricchito dei vostri commenti e contributi.

Vi segnaliamo alcuni input di partenza, output della tavola rotonda. Iniziamo da qui, il wiki è aperto!

<<Le innovazioni sociali sono le nuove idee per risolvere le pressanti sfide sociali ed ambientali che ci circondano.

L’innovazione sociale può essere un prodotto, un processo, una tecnologia, ma anche un principio, un idea, un atto normativo, un movimento, un’azione o combinazioni di queste.

L’innovazione sociale, ampiamente definita, è intesa come la capacità, l’abilità, la forza di una società di comprendere, analizzare, affrontare e risolvere i suoi problemi socio-ambientali. Si sostanziano in innovazioni di prodotto o di processo, il cui impatto va a beneficio della collettività rispetto ai singoli promotori o comunità di riferimento.

L’innovazione sociale scardina la tradizionale tripartizione Stato-Mercato-Non Profit: appartiene a tutti i settori, li contamina, ne accentua le intersezioni. Dal riuso di materiali al design, dall’imprenditoria sociale alle politiche pubbliche, dall’arte alla finanza, dalle energie rinnovabili alla comunicazione sostenibile, dall’agricoltura alla robotica. L’innovazione sociale è attorno a noi.>>.

Le formule
Una prima, più semplice.

novelty + improvement + sustainability = social innovation

Una serie più articolata, con variabili chiave quali fattore di scalabilità, di trasformazione, tempo.

social (invention + implementation) = social innovation (change for the benefit of society or disadvantaged groups)

•social (invention + implementation) X scaling factor = social innovation
spread (society or disadvantage group)

•social (invention + implementation) X time factor = social innovation
sustainability (duration)

•social (invention + implementation) X transformation factor = social
innovation impact (society or disadvantage group)

….voi che ne pensate?…vi aspettiamo sul wiki!

[ Dario Carrera ]