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Condom Mob allo IULM

Condom Mob allo IULM

Segnaliamo un’interessante iniziativa italiana, Cesviamo, che racchiude in un mix equilibrato e innovativo diverse pratiche sociali che si sono sviluppate negli ultimi anni, sia nel web che nella quotidianità. Cesviamo è un social network promosso dalla storica ong Cesvi, molto nota per i numerosi interventi di cooperazione allo sviluppo in tutto il sud del mondo e per iniziative di fund raising di ampia visibilità quali la casa del sorriso.

Proprio per trovare nuove forme di sensibilizzazione rispetto alla propria mission e ai progetti supportati, il Cesvi ha realizzato una forma di social network molto partecipato, nel quale si stimolano gli utenti a diventare dei veri propri attivisti che promuovono azioni di sensibilizzazione e dei piccoli fund raiser. Attraverso il meccanismo delle scommesse che ogni utente può inserire nel sito o alle quali può aderire tra quelle postate da altri utenti ed ancora in corso, si lega la sensibilizzazione ad iniziative che attraverso azioni nello spazio pubblico permettono di promuovere temi, campagne e progetti raccogliendo piccoli fondi per obiettivi concreti quali curare un bambino.

La best practice che vi segnaliamo è rivolta alla cura dei minori sieropositivi dello Zimbabwe, lo stato africano che conta una delle più alte diffusioni del virus HIV. Bastano poche decine di euro per curare un bambino, cifra che si può raggiungere anche organizzando scommesse come quella presentata che, puntando sul modello dei flash mob, consente di sensibilizzare direttamente i partecipanti e di dare ampia visibilità a una causa. I flash mob sono raduni di persone organizzati dal basso nati come performance artistiche legate ad avanguardie situazioniste quale Fluxus. Attualmente sono organizzati utilizzando in particolare le nuove tecnologie per organizzare la mobilitazione delle persone e si sono sempre più caratterizzati anche per l’impegno civile e la sensibilità sociale e ambientale.

Qui vi mostriamo il Condom mob organizzato a Milano, presso lo Iulm, lo scorso 3 dicembre, in seguito replicato anche all’Università di Genova. La sfida era far entrare 100 persone all’interno di un preservativo gigante, il premio invece era una terapia farmacologica per evitare la trasmissione del virus dalla mamma al bambino. I valori aggiunti: sensibilizzazione a una buona causa, partecipazione, animazione dei luoghi pubblici e divertimento.