La voglia di etica ci rende euforici

Anthony-Browne-My-Dad-ill-004“My Dad ill” di Anthony Browne

“[…] Il 92% degli italiani ritiene fondamentale o importante che la propria banca sia trasparente nell’indicare i settori in cui investe, l’81,2 % considera essenziale o importante che la propria banca investa una parte degli utili in progetti sociali o ambientali, mentre il 73,9% reputa fondamentale o importante che la propria banca non investa nel settore delle armi“. Sono questi alcuni dei dati più significativi che emergono dalla Ricerca “Voglia di Etica, cittadini, banche e finanza in tempi di incertezza” curata da Demos&Pi per Banca Etica e presentata a Roma. Dallo studio – supervisionato dal Prof. Ilvo Diamanti – emerge con chiarezza la voglia di etica e il desiderio dei cittadini di potersi affidare ad istituti di credito che sappiano garantire attenzione non solo ai profitti ma anche alla sostenibilità socio-ambientale dell’operato loro e delle imprese che finanziano. Un desiderio che, per ora, si traduce in azione e scelta di consumo concreta per una minoranza di segmenti sociali (giovani, persone con scolarizzazione più elevata, etc.) ma che tuttavia sono in costante crescita.

La ricerca ha messo in luce un atteggiamento ambivalente degli italiani nei confronti della banche: se il 68% degli italiani le ritiene importanti per lo sviluppo del Paese, ma ben il 65% afferma che “quelle oneste sono davvero poche”.  Gli italiani mostrano anche uno spiccato senso di “realismo” connotato anche da tratti di pessimismo: il 75,2% afferma che fino a oggi lo spazio per l’etica nel mondo dell’economia e della finanza è stato poco o nessuno, e solo il 26,5% si dice convinto che il superamento della grave crisi economica e finanziaria in corso poterà a una finanza “più giusta e rispettosa dei bisogni dei risparmiatori e degli investitori”».

Da Finansol.it

[Dario Carrera]