La UE ci fa sapere quant’è “etico” il cacio con le pere.

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Via all’utilizzo di alimenti  a “km zero” .

Nuova legge europea, proposta dalla Coldiretti, per aiutare gli enti locali a promuovere e utilizzare i propri prodotti.

Gli obiettivi sono la tutela e la valorizzazione del patrimonio agroalimentare regionale e la sostenibilità ambientale.

Ma la questione è anche economica.In Italia l’86% dei trasporti avvengono su gomma e la logistica incide per quasi un terzo sui costi di frutta e verdura.

Ed anche la ristorazione a questo punto coglie l’occasione per crearne dei menù a km zero con materia prima di stagione.

verdura

Ad essere onesti, tutto questo avveniva prima della suddetta legge, ma finalmente si è data voce agli agricoltori che avevano già sensibilizzato i cittadini nei loro mercati, ed in Veneto è già realtà.

Coldiretti fa notare infatti, che lo scorso anno 7 italiani su 10 hanno fatto acquisti direttamente da una agricoltore almeno una volta.

Trattorie, banchi di mercati rionali e chef sensibili, come anche le botteghe equosolidali erano già propensi da tempo a questa politica del mangiare sano e a basso impatto ambientale, per non parlare del recupero di varie tradizioni culinarie.

Un fenomeno, quello del menù a km-0  ben noto in altri Paesi come la Francia e la Germania, ma anche gli USA hanno visto un aumento dei farmers market del 53% nell’ultimo decennio.

E chissà che anche alla Casa Bianca non si decida di convertire quella gran parte di giardini in un orto.