Fabfi: il Wifi a Jalalabad

“Il telegrafo è un tipo molto, molto lungo di gatto. Voi tirate la sua coda a New York e la sua testa miagola a Los Angeles. Lo capite questo? La radio opera esattamente allo stesso modo: voi mandate i segnali qui, e loro li ricevono là. L’unica diffrenza è che non c’è alcun gatto.” Fu così che Albert Einstein, nel lontano ventesimo secolo, spiegò al mondo il funzionamento della radio, e anche se oggi si parla di “wifi” il concetto non è cambiato. A dimostrarlo ci sono i FabFi, un gruppo guidato dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) che da qualche anno gestisce un laboratorio nel villaggio di Bagrami, nelle vicinanze di Jalalabad, Afganistan.

Il loro scopo? Portare la rete wifi a un paese martoriato dalla guerra, dove le comunicazioni, le strade e persino l’acqua potabile vengono interrotte di continuo.

L’innovazione di Fabfi non è legata solo al contesto ma anche alla metodologia, visto che utilizzano materiali di recupero di ogni genere per costruire le loro antenne. “Sotto le antenne c’è comunque un router Wifi assolutamente standard,” spiegano nel loro blog “come quelli che usate voi a casa, ma con queste antenne fatte in casa riusciamo a posizionare le stazioni a 6 km di distanza, sono poi alimentate da batterie automobili e possono essere posizionate dappertutto”.

Il costo totale di una stazione FabFi? 60 dollari. Per imparare basta aderire al network e scaricarsi le informazioni. Visto che avere Wifi non ha senso a meno che ci siano dei computer, FabFi sta anche promuovendo il progetto  One Laptop Per Child.

[via The Hub Milano]