Di questi tempi, e a Roma

Figurati, di questi tempi…e poi a Roma!”, è il leitmotiv che pervade le conversazioni romane da maggio ad agosto da quando conosco questa città. Come se ci fosse una grande mano pesante, flemmatica, sulla spalla di chiunque di noi e che ci debba per forza di cose (quali?) rallentare. Rallentare nel nostro fare, pensare, relazionarci, proporci. Parola d’ordine: rimandare.

foto credit: pelegrino

Se la “mano pensante” si fosse posata su di noi, sarebbe stato difficile costituire un’impresa il giorno palindromo (11 11 11), improbabile costruire una community per due anni con 14 slide ed un mac, impossibile condividere una visione di un piccolo quanto originale distretto di social innovation che partisse da un contenitore, una “magic box” chiamata The Hub e che oggi parla la stessa lingua di altre 30 città del mondo.
Sarebbe stato. Ma questa mano noi non l’abbiamo mai vista, nè sentita. E come noi le centinaia di persone che abbiamo coinvolto nel percorso di costruzione di The Hub: gli hubber. Le api del cambiamento, quelle che permettono, nonostante la “mano pesante”, a questa città e non solo di andare avanti.

Gli hubber sono portatori di competenze e visioni, capacità di contaminazione e influenza fuori dal comune. Sono quelli che rischiano per primi, scommettendo su intuizioni e non avendo paura di sbagliare. Sbagliare, che parolona. Come se fosse una condanna a vita. Per carità, per quanto gli apprezzi, non mi piace scimmiottare i “siliconvalliani” seguendo la filosofia che il numero di fallimenti professionali è direttamente proporzionale alle probabilità di successo (o finanziamento) della tua start-up.

Primo, non siamo tutti startuppari, secondo, c’è per ciascuno di noi un numero ed una “qualità” degli errori fisiologica ma determinata da rispettare. Non c’è una formula. Lo senti e basta. E se non sei in grado di sentirlo, mi auguro che i tuoi advisor, soci, business angel e VC (quelli veri, non quelli che dicono di avere “contatti” solo per aver fatto un viaggio a San Francisco), o meglio ancora i tuoi amici e parenti siano in grado di aprire un confronto schietto con te. Capire se “sei al centro” di ciò che stai costruendo, come mi ha detto mio zio Pinuccio; se davvero è una delle poche cose che vuoi portare a compimento in quella fase della tua vita.

In questa fase, per noi The Hub è la priorità. La priorità di The Hub sono gli hubber. Per la proprietà transitiva, la nostra priorità sono gli hubber. Benvenuti, di questi tempi, e a Roma.

4 commenti

  1. Flavia Marzano

    Grande Dario, concordo in pieno! Se serve, ci sto!

    • Dario Carrera

      grazie Flavia, da Settembre ci trovi qui, in Viale dello Scalo San Lorenzo 67. Nella seconda metà di Agosto comunicheremo l’apertura ufficiale, grazie ancora e buona estate!

    • Allan

      / Grace showed us aonurd The Hub workspace in the erstwhile National Youth Council building at Somerset. It is an upbeat space with the inviting cafe and breakout space downstairs, the collaborative workspaces and the bed room for a siesta between work!Cheers to you Grace and thanks for the profile Anthony.

  2. Alessandro

    Thank you Janine!! It really can be lnoely. But I have to say my hubby has been SO supportive, and I’m so proud of him for trying his hand at writing! He’s got some potential too, but I’m biased lol. I can’t wait to tell him you enjoyed his hub!!! He’ll blush tee hee