Audur Capital, dall’Islanda il fondo per le start-up rosa

(fonte:immagine di Dario Castillejos)

L’Islanda ci ha spesso consegnato buone pratiche nelle politiche di genere. Non è un caso quindi che a Reykjavik, Halla Tomasdottir e Kirstin Pedtursdottir– nella foto sotto, rispettivamente ex d.g. della Camera di Commercio islandese ed ex vice ceo della filiale della Kaupthing Bank (chiusa nel 2008: sul sito si legge “Kaupthing Bank is currently in a moratorium status...”) – siano le fondatrici della finanziaria Audur Capital. “150milioni di massa amministrata, 37 dipendenti, perlopiù donne” e sopravvissuta alla tempesta del 2008.

Quando prendiamo in considerazione un investimento, oltre ai bilanci e alla contabilità esaminiamo i valori delle persone e la sostenibiltà ambientale del business. Se l’impatto sociale è negativo scartiamo subito la richiesta(fonte: Ventiquattro, n.9, 3 settembre 2010).

Tra le beneficiarie del fondo Audur I, 30milioni di euro di asset e dedicato alle imprese “guidate e fondate da donne”, ci sono la designer Gudrun Lilja Gunnlaugsdottir con la sua impresa di bare ecologiche (!); la fondatrice della società di microcrerdito Uppspretta e quella di Secret North, che con la lava vulcanica crea prodotti d’arredamento (fire features).

Recentemente la cantante Björk ha finanziato con 830mila dollari (fonte: venturebeat.com) la Audur Capital con l’istituzione di un fondo: il Bjork Fund, che si propone di raccogliere 10milioni di euro” dedicato alle imprese islandesi (in preferenza “rosa”) attive “nei valori del territorio e dell’ambiente” (fonte: Ventiquattro, n.9, 3 settembre 2010).

[Dario Carrera]

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