Tre social newtork (e mezzo) per imprenditori sociali

1 09 2010

Uno dei princìpi fondamentali dell’innovazione sociale è la collaborazione tra le persone. Come abbiamo gia’ scritto, anche Bill Drayton, fondatore di Ashoka, definisce l’imprenditoria sociale come “a community of leading social entrepreneurs working together”.

E allora dove si trovano online gli innovatori sociali? Potete iniziare da questi tre network.

UnltdWorld potrebbre essere l’ equivalente online piu’ vicino a The Hub. E’ un social network tramite cui imprenditori sociali da ogni parte del mondo possono connettersi gli uni agli altri, trovare nuove opportunita’ di lavoro e partnership, organizzare comunita’ e sviluppare nuovi progetti.

Open Architecture si dedica a ridefinire il ruolo dell’ architettura qualche strumento per il cambiamento sociale e il miglioramento della vita delle persone. Con piu’ di 15mila iscritti, il network sostiene la necessita’ di una architectural revolution”; e’ un progetto di Architecture for Humanity, un’ organizzazione nonprofit che opera in piu’ di 25 paesi con oltre 60 progetti fondata nel 1999 dal geniale Cameron Sinclair, vincitore del TED Prize 2006.

Utilizzare il design quale driver di innovazione sociale e’ anche la missione di Design21. Il network e’ un progetto della societa’ Felissimo in collaborazione con l’ Unesco.

I precedenti tre erano i “social network”,  questo e’ il “mezzo”: Social Edge, un network di blog sull’innovazione e l’imprenditoria sociale. Non un vero e proprio social network quindi, ma senza dubbio, con i suoi oltre 60 blog, curati dagli stessi imprenditori sociali, uno dei piu’ importanti spazi di conversazione online su questi temi. Social Edge, e’ un progetto della Skoll Foundation, l’organizzazione fondata nel 1999 dal multimiliardario Jeff Skoll, impiegato numero 1 di eBay di cui poi ne divenne il presidente.

[via The Hub Milano]



Rework The World, in diretta da Leksand

4 06 2010

Oggi inizia ufficialmente  Rework the World, il gathering con oltre 2mila imprenditori e decision maker da che da tutto il mondo   si sono ritrovati a Leksand, Svezia, dal 2 al 5 giugno.

Una serie di tavoli tematici nel corso dei prossimi 3 giorni andranno ad individuare tendenze di mercato, problemi, possibili soluzioni ed impatto riguardanti le seguenti aree:

  • Energia
  • Acqua
  • Terra
  • Città
  • Persone
  • Finanza

QUI la la diretta live del Summit!

Tra i partecipanti anche Jari dell’Hub di Rovereto che ci aggiorna su come procede l’evento.



Benvenuto Hub Bay Area

22 05 2010

Siamo felicissimi di annunciare l’apertura ufficiale del secondo Hub negli Usa: dopo Hub Berkeley è il turno dell’Hub Bay Area a San Francisco. Come sempre vi invitiamo a visitare le immagini del nuovo e bellissimo spazio di ispirazione dopo aver gustato questa anteprima. Congratulazioni a Tim, Meredith, Kevin, Alex, Tim, Wes, Jennifer, Rosa, Amy, Jon per lo splendido lavoro e un grandissimo in bocca al lupo nell’attesa di poter visitare presto il loro spazio.



Software libero e Trashware: ciclo di seminari gratuiti all’Università La Sapienza di Roma

18 05 2010

Il CATTID-Sapienza Università di Roma organizza, in collaborazione con gli amici di Binario EticoFree Hardware Foundation un ciclo di seminari gratuiti su trashware e software libero.

A partire dal 20 maggio, quattro appuntamenti, il giovedì dale 10 alle 13 presso il CATTID, Piazzale Aldo Moro, 5

I quattro incontri verteranno su:

1. Hardware e software

2. Hardware: produzione e consumi

3. Rifiuti e panorama legislativo

4. Il riuso di hardware (trashware)

Per prenotarsi basta scrivere a formazione@binarioetico.org

…ancora 18 posti disponibili!

(via Binario Etico)



I farmers’ markets anche a Dubai

17 05 2010

Sul quotidiano The National del 20 aprile scorso, si leggeva:
“This weekend sees a genuine first in Dubai: a farmers’ market selling produce only grown in the Emirates and Oman with the proceeds going directly into the farmers’ pockets rather than filtered through the tight grasp of big supermarkets.
E ancora:
“I think it’s extremely important that the population at large starts appreciating what’s under their noses.”

Ebbene si! Anche a Dubai i farmes markets. Dal mese scorso, gli agricoltori di Oman ed Emirati Arabi potranno vendere direttamente, senza intermediazioni, i propri prodotti presso il mercato locale gestito dal ristorante Baker & Spice (promotore dell’iniziativa).

“Una novità importante, in paesi dove si tende a pensare che l’unico cibo di qualità sia quello importato” (Fonte: Internazionale n.846, 14/20 maggio 2010: p.89)

L’appuntamento è al Souk Al Bahar di Dubai, di fronte al Baker & Spice, il venerdì dalle 11 alle 15!

[Dario Carrera]



L’Innovazione Sociale nelle Università

6 05 2010

Ho conosciuto Marina in uno di quei polverosi convegni accademici sul nonprofit e terzo settore dove: le ovvietà diventano manuali, le citazioni dei primi ministri (in particolare UK, tra i pochi ad avere un ministro ad hoc, Angela Evans Smith) oggetto di elucubrazioni infinite, gli interventi post-presentazione esordiscono tutti, a prescindere, con “thanks for your inputs, very interesting…”.

Sono convegni dove i moderatori delle sessioni non leggono mai i paper; ma dove se ne stampano copie inutili lasciate sui tavoli e sulle sedie. Sono eventi dove puoi scommettere che almeno un ricercatore italiano porterà una “ricerca” sulle cooperative sociali (con dati vecchi di almeno 5 anni), partendo dal censimento delle nonprofit italiane (del 2001!) ed un caso studio irrilevante scientificamente.

Sono occasioni però, dove poter incrociare nuovamente Alex Murdock del Centre for Government & Charity Management – e presentare con lui ricerche sulle differenze dei modelli di social entrepreneurship Italia-UK -, conoscere ricercatori interessanti e comprendere che, malgrado tutto, è vero che l’imprenditoria sociale in l’Italia è ferma al 1991, ma che la tradizione e l’esperienza dei pionieri degli anni ‘70-80, a livello internazionale affascina sempre.

Marina Kim è oggi direttrice di Ashoka U, unità operativa del Network Ashoka per lo sviluppo di “new models for higher education, envisioning a day when universities everywhere serve as an enabling environment in which every individual has access to the resources, learning opportunities, role models, and peer community needed to actualize their full potential as changemakers”.
In un articolo-intervista del The Crhonicle, Marina ha detto la sua su How can colleges do more to teach students about important social problems and provide them the tools to tackle them?”

Di interesse alcune riflessioni quali:
“[...] universities focus on knowledge acquisition, but what the world requires is much more about learning how to work within a fast-changing environment [...]. The world doesn’t operate in disciplines—its problems and organizations are cross-cutting. The more interdisciplinary people can think and learn[...].

University endowments are down, staff are getting cut, and in some ways it’s not a very good time for higher education. This can make the classroom experience and student leadership opportunities more relevant which can help the students, when they graduate, leave with more practical skills to address the world’s problems. It can also create a competitive advantage for institutions. Just like people want to work for companies they believe in, they want to go to universities that are ready to commit to train the next generation of leaders who can have an impact on society“.

E’ quello che, in piccolo, stiamo proponendo con il progetto iSee (presentato pochi giorni fa a Roma e Torino) in collaborazione con AOS, FakePress, gli studenti delle univ. La Sapienza e Tor Vergata di Roma: studenti di diverse facoltà che si mettono in gioco e toccano con mano cosa c’è al di là del proprio banco, delle finestre dell’aula, del propio percorso formativo. Studenti e docenti che fanno dell’interdisciplinarietà un elemento necessario per contaminare esperienze diverse, generare innovazioni, condividerle e replicarle.

Identificare un bisogno, analizzarlo a fondo, ipotizzare le soluzioni, prototipare modelli e strumenti. Questa è innovazione  sociale, e deve passare anche per le università...scrivo subito a Marina per presentarle iSee …chissà.

Foto: Marina Kim

[Dario Carrera]




Dallo Shoptivism all’Active Consumer

3 05 2010

E’ solo il primo step di un percorso nato da una chiacchierata con Salvatore Iaconesi, in cui volevamo legare arte digitale, ricerca, responsabilità ed etica d’impresa, consapevolezza e partecipazione dei consumatori. Ne è nata una collaborazione molto interessante – pensate un pò, addirittura coinvolgendo studenti di diverse facoltà e università – e dalle potenzialità straordinarie.

Domani un primo assaggio, vi riportiamo una sintesi del comunicato stampa, che potrete leggere in forma integrale sul sito di  FakePress o di Frontiere Digitali

FakePress, Art is Open Source e The Hub Roma

in collaborazione con

il Corso “Sperimentazioni di Tecnologie e Comunicazioni Multimediali” della Facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni – La Sapienza”, Dipartimento di Disegno Industriale
e
il Corso di “Economia delle Aziende Non Profit” della Facoltà di Economia – “Tor Vergata”

sono lieti di invitarvi alla lecture:

Squatting Supermarkets/iSee
I fondamenti artistici, l’eco-sostenibilità, il mercato: dallo Shoptivism all’Active Consumer

Chi: Oriana Persico e Cary Hendrickson (AOS/FakePress), Dario Carrera e Ivan Fadini (The Hub Roma/Facoltà di Economia Tor Vergata), Ilaria Bassi, Vanessa D’Acquisto, Piergiorgio Malfa, Vittoria Mauro (gruppo di ricerca del Corso di Economia delle Aziende non profit – Tor Vergata), Salvatore Iaconesi (docente ospitante)
Cosa: lecture/workshop
Dove: Facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni, Via E. Gianturco 2 (Roma) – aula G 11
Quando: il 4 maggio 2010 – dalle 9h alle 12h

Eccovi una sintesi del comnunicato stampa. Vi consigliamo di approfondire qui.

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Presentato per la prima volta al Piemonte Share Festival 2009, Squatting Supermarkets ha due anime: un’istallazione site specific e una tecnologia innovativa, iSee. L’installazione riproduce un supermercato interattivo in realtà aumentata in cui la vasta rete di connessioni che definisce la storia del prodotto si esplicita e diventa accessibile, estendendo in senso ecosistemico, narrativo e poetico le tecniche di tracciamento e manipolazione dei dati che le corporation sfruttano per fini esclusivamente commerciali e/o politici: incrociare dati provenienti da codici a barre, RFID, carte di credito, transazioni finanziarie.
Avvicinarsi a un prodotto diventa un’esperienza immersiva nella sua storia, con la possibilità di scriverne una parte: muovendo le mani, disegnando gesti, esponendo il proprio punto di vista e le proprie emozioni. Il prodotto si anima, diventando uno spazio di espressione, una rete di relazioni, un dominio di possibilità e opportunità, dove le storie che nasconde (quelle di chi lo produce e di chi lo consuma) entrano improvvisamente in scena (story telling distribuito).

La porta di accesso a queste storie sono proprio i loghi (shopping based narratives). Cuore tecnologico dell’istallazione, iSee è una applicazione mobile in realtà aumentata basata sul riconoscimento delle immagini. Inquadrando il prodotto, l’applicazione lancia il sistema di image processing che riconosce il logo, consentendo all’utente di accedere a una strato aggiuntivo di informazioni, provenienti da una pluralità di fonti.

Il 4 maggio dalle 9 alle 12, il laboratorio di Interaction Design di FakePress analizzerà le possibilità di espressione e interazione dello shopping based narrative proposto in veste artistica/performativa da Squatting Supermarkets e nella versione tecnologica/infrastrutturale da iSee.

Oriana Persico affronterà le tematiche legate all’installazione, introducendo lo statement artistico; Cary Hendrickson si focalizzerà sui temi dell’eco-sostenibilità, della social responsability e sulla di governance di tali processi. Infine il gruppo di ricerca del Corso di Economia Non Profit di Tor Vergata coordinato da Dario Carrera e Ivan Fadini esporrà i primi risultati della ricerca “Active Consumer: dai Movimenti allo Shopping Based Publishing”: quanto sono sensibili i consumatori ai temi ambientali e di consumo critico? Quanto alle opinioni generate sui social media e alla brand reputation creata attraverso gli UGC? Qual’è la diffusione degli smartphone? E ancora, quanti consumatori sarebbero disposti a utilizzare l’applicazione? E chi la finanzierebbe? Qual’è il modello di business alla base di una tecnologia come iSee?

Le premesse artistiche e teoriche, l’analisi sull’eco-sostenibilità e gli scenari di mercato serviranno agli studenti del corso di Architettura per realizzare una serie di project work focalizzati sullo sviluppo dell’interfaccia di iSee e sulla creazione di un installazione site specific di Squatting Supermarkets da collocare all’interno di un punto vendita, con il risultato di mettere in contatto competenze e punti di vista diversi e, soprattutto, di creare percorsi multidisciplinari e inter-universitari tra studenti e facoltà diverse finalizzati alla realizzazione di un progetto comune.

I project work e la ricerca “Active Consumer: dai Movimenti allo Shopping Based Publishing” verranno presentati nel corso dell’Open day di fine anno.

L’ingresso alla lecture è gratuito e aperto a tutti.



Teoria dei Giochi

13 03 2010

Tra poche settimane sarà proclamato il primo vincitore del Fun Theory Award. The Fun Theory è un ottimo progetto di cause related marketing avviato dalla casa automobilistica Volkswagen. Proprio oggi me ne sono ricordato grazie a un piacevole pranzo con Carlo Infante, durante il quale abbiamo ribadito l’importanza del gioco quale processo fondamentale per promuovere l‘innovazione sociale.

La sostenibilità ambientale è diventato uno dei grandi temi negli ultimi anni anche nelle divisioni marketing, che si stanno impegnando al massimo nel connotare le imprese in modo eco-friendly. Se all’inizio potevano bastare pochi dati, magari qualche semplice allusione, ora, in un contesto sempre più affollato è indispensabile distinguersi e posizionarsi in modo intelligente nelle reti reali e virtuali. Così a Wolfsburg hanno pensato di trasmettere un’immagine più verde ed effettivamente erano in grado di diffondere messaggi credibili e accattivanti, capaci di trasmettere un impegno concreto.

Qui entra in scena il gioco: come si sa, tradizionalmente ci vuole poco per giocare e divertirsi, dunque pochi investimenti. Il gioco inoltre è la pratica migliore per trasmettere messaggi, dunque sensibilizzare, nonché favorire la partecipazione attiva. Ecco dunque finanziate le prime idee: il cassonetto per la differenziata che diventa una specie di videogame che assegna punti se butti velocemente la bottiglia all’accendersi delle luci, piuttosto che la scala musicale (arrivata anche a Milano alla fermata Duomo della metro) che al passaggio dei pedoni emette suoni, oppure il cestino che emette suoni quando si getta la spazzatura simulando la caduta in un pozzo profondissimo.

Prime piccole divertenti idee, a cui segue questo Award che, al solito, nel tempo del web 2.0 invita le persone a partecipare. Tanti e diversi sono i progetti arrivati. Ne ho trovato uno che mi sembra si adatti benissimo anche alle città italiane e a Roma, in particolare per cercare di contrastare gli effetti collaterali delle “movide” nostrane, che solitamente sono caratterizzate da un esteso tappeto di bottiglie e rifiuti. Ordinanze che vietano la vendita di bottiglie da asporto? Tanto lo si porta da casa. Allora non sarebbe meglio provare il suggerimento del portoghese Francisco? Meglio un tappeto di note, no?



Angel_F Party Venerdì 5 Marzo

2 03 2010

The Hub Roma è lieta di invitarvi:

Il 5 marzo a Roma a partire dalle 18.30 presso i locali del FLEXI libreria-cafè, Via Clementina 9 (rione Monti)

AOS (Art is Open Source)

in collaborazione con

FHF Italia e ass. The Hub Roma

Presenta

Angel_F. Diario di un Intelligenza Artificiale” (Castelvecchi 2009)

di Salvatore Iaconesi (xDxD.vs.xDxD) e Oriana Persico (penelope.di.pixel)

Introduce il volume:

Derrick de Kerckhove (il padre)

Ne discutono con gli autori:

Arturo di Corinto, Monica Mazzitelli, Luigi Pagliarini, Gionatan Quintini, Marco Scialdone, Valentina Tanni

Special Guest:

Les Liens Invisibles con Seppukoo.com

Performance & installation:

Nephogram+Angel_F” (Nephogram and Angel_F)

Seppukoo.com” (Les Liens Invisibles)

Listening” (Salvatore Iaconesi)

Angel_F è la giovane intelligenza artificiale figlia di Derrick de Kerckhove e della Biodoll. A tre anni dalla sua nascita, il piccolo racconta il suo primo anno di vita e le sue avventure in rete nel mondo fisico sotto forma di un particolare “Diario”, pubblicato da Castelvecchi.

L‘hacking, l’arte, la performance, l’attivismo politico e tecnologico.

Un appuntamento per scoprire le connessioni fra esseri umani ed esseri digitali attraverso le testimonianze dirette di Angel_F e dei protagonisti di questa storia, a partire da Derrick De Kerckhove nelle vesti di padre, professore e teorico dell’intelligenza artificiale, che introdurrà il volume, insieme agli ospiti in sala.

Il collettivo artistico Les Liens Invisibles allestirà inoltre uno spazio dedicato Seppukoo.com, un singolare suicidio su Facebook, per riflettere insieme sulle nostre identità online, fra vita e morte digitale.

A venerdì!



Le 75 destinazioni turistiche più sostenibili

2 03 2010

Richard Hammond – un membro di The Hub Islington e fondatore di Greentraveller.co.uk – ha appena collaborato alla pubblicazione nel rispettabile giornale inglese The Guardian di una lista delle 75 destinazioni turistiche più sostenibili al mondo. Da case di montagna a piccoli hotel, da località di surfing a tende nel deserto, questa lista è il vostro Baedeker ad una vacanza più ecologica e responsabile.

La decisione di chi includere in questa lista è stata affidata – oltre che al guru Richard – ad un panel di esperti dell’industria del turismo, capitanati da Graham Miller, Direttore di Studi Internazionali dell’Università del Surrey; affiancato da Tim Smit, CEO e co-fondatore dell’Eden Project, Alastair Sawday, fondatore delle guide Sawday ai Posti Speciali Dove Stare, e da Miranda Krestovnikoff, presentatrice televisiva esperta in ecologia della BBC. Tra i partners dell’iniziativa anche il Forum for the Future, noto qui in Italia come The Natural Step, che The Hub Milano conosce bene (anzi, Eric Ezechieli era all’Hub Milano proprio ieri!).

Una bella iniziativa, che ci fa ben sperare sulle potenzialità – soprattutto in Italia – di una svolta verde dell’industria del turismo.

[via The Hub Milano]