Frammenti 2010: Che fine ha fatto il futuro?

2 09 2010

“Semintesta nasce nell’Agosto del 2001, con l’intento di promuovere la cultura, l’arte e i nuovi linguaggi nel proprio territorio. Un’occasione per unire le forze e portare avanti i propri obiettivi insieme, per far sì che la cultura sia un’attività pulsante sempre viva e in costante rinnovamento”.
Questa la mission dell’associazione Semintesta, promotrice del Festival Frammenti, giunto alla sua decima edizione. A Villa Sciarra a Frascati, 2mila presenze nel 2001, circa 20mila nel 2009. Il tema di quest’anno è “Che fine ha fatto il futuro?”.

Si parte oggi, giovedì 2 settembre, alle 18,30 con una tavola rotonda dal titolo “Ritorno al Futuro”, in collaborazione con Urban Experience, alla quale anche The Hub è stato invitato. Proprio dal blog di Urban Experience, riprendiamo un passagio interessante:
“Si parte da questo interrogativo: dove possiamo ritrovare il tempo e soprattutto il luogo per immaginare, progettare e costruire il nostro futuro? Il futuro è praticamente sparito dai nostri orizzonti culturali.
E’, come suggerisce lo scrittore canadese William Gibson, “già qui, è solo mal distribuito”.

Potete scaricare il programma di Frammenti qui.



Innovatori Sociali al lavoro

17 07 2010

the hub roma social innovators at work

Mercoledì 14 Luglio abbiamo dato il via al primo di tavolo di lavoro dedicato agli innovatori sociali. Raccogliendo le indicazioni che sono uscite nel corso delle prime cocreazioni e dai tanti incontri che abbiamo avuto negli scorsi mesi, abbiamo individuato alcuni cluster tematici sui quali la nascente comunità di pratiche di The Hub Roma vuole impegnarsi. Abbiamo iniziato il primo tavolo dal cluster tematico del Design. Sotto quest’etichetta abbiamo raggruppato tutte quelle attività nelle quali la componente progettuale è la maggioranza: dunque non solo design di prodotto, ma anche architettura e urbanistica, progettazione di software, interfacce ed User Experience Design.

Al tavolo si è dunque riunita una compagine molto variegata, nel pieno rispetto del principio della contaminazione che contraddistingue l’esperienza di The Hub, con l’obiettivo di tradurre i principi dell’innovazione sociale e della nostra community in oggetti, ambienti, servizi e processi. Il primo appuntamento, sapientemente ideato e condotto da Cristiano, si è incentrato su una prima connessione tra i partecipanti chiamati ad interagire dapprima in un brainstorming generale, poi in una divisione tra gruppi.

Tanti post it colorati hanno raccolto le opinioni dei partecipanti riguardo ai problemi della nostra città, cercando in seguito di provare a indirizzarli su domande e soluzioni. Le risposte sono state varie e coprivano gli ambiti della mobilità (tante le segnalazioni sull’inadeguatezza delle piste ciclabili e del servizio di trasporto pubblico, sulle troppe auto), dei servizi (ai turisti, ai cittadini, a categorie sociodemografiche quali i trentenni), dell’ambiente, ma anche alcune caratteristiche considerate tipiche della città e dei comportamenti romani (la propensione ai ritardi, ad es.).

Ma come sapete, a noi innovatori sociali non basta la denuncia e sopportiamo poco le lamentele fine a se stesse: noi cerchiamo soluzioni e progettualità, per cui tutti al lavoro su cluster di problemi che abbiamo definito insieme. Ogni gruppo doveva elaborare una possibile soluzione e presentare la propria idea specificando il target a cui è rivolta, i cambiamenti introdotti ed elaborando uno storytelling rappresentativo.

Così, ci siamo trovati a discutere di cosa potrebbe fare a Roma un turista musulmano, gay, celiaco e con un cane, piuttosto che di come garantire decoro e funzionalità degli arredi urbani nei parchi cittadini. Infine, perché vogliamo anche la sostenibilità finanaziaria, ognuno doveva votare l’idea in grado di produrre maggiore redditività.

Ora ci troveremo tutti nuovamente al lavoro e a collaborare sul wiki, in attesa del secondo round che si terrà nell’ultima settimana di luglio. A settembre inizieremo ad aprire ulteriori tavoli di lavoro dedicati ad altri cluster quali finanza etica, comunicazione sociale e diritti umani, ecc. (per chi volesse partecipare, ci può scrivere a info@hubroma.net).



Eco Sistemi Culturali: spazi pubblici e partecipazione

29 06 2010

L’associazione Progetto Z.I.P,. coordinamento di 14 associazioni dei Castelli Romani che hanno dato vita all’esperienza pilota del Centro Culturale Spazio Z.I.P. organizza una giornata di studio per analizzare modelli e pratiche di gestione partecipata degli spazi pubblici. Ci saremo anche noi di The Hub. Ecco il programma, a cui seguiranno dibattiti.

* Dario Carrera – The Hub Roma: “Lo spazio per l’innovazione sociale”
* Sergio Bonriposi – Cascina Cuccagna Milano: “Un’impresa esemplare di recupero di uno spazio pubblico sostenuta e finanziata da chi ha a cuore il futuro della città”
* Carlo Infante – Urban Experience: “ La progettazione culturale come interazione tra web e territorio, secondo le linee di ricerca del performing media”
* Giovanni Greco&Filippo Lange – Teatro del Lido Ostia: “ Il Teatro del Lido uno spazio pubblico alla periferia della periferia”
* Roberto Covolo – Laboratori urbani Regione Puglia: “Alle nuove idee servono vecchi edifici – Bollenti Spiriti”
* Michele Bee – Manifatture Knos Lecce “Una fabbrica di partecipazione culturale”

29 giugno, h 16,30, presso le Scuderie Aldobrandini di Frascati. Ingresso libero.



Wangari Maathai

26 06 2010

wangari maathai the hub roma E’stata la prima donna cetrafricana:

-a conseguire una laurea (1971, Università di Nairobi, in biologia);
-ad ottenere una cattedra alla Facoltà di Veterinaria (per i 6 anni successivi) e pretendere, con successo, la stessa retribuzione dei suoi colleghi uomini ma con il titolo “professore maschio onorario”;
-a fondare il Green Belt Movement (1977), associazione ambientalista che ha piantato oltre 40 milioni di alberi in Kenya, (ma anche Etiopia, Tanzania, Uganda, Malawi, Zimbabwe) per combattere l’erosione della terra (ahimè i rapporti annuali si fermano al 2007);
-a presiedere il Consiglio nazionale delle donne del Kenya, (1981-1987);
-a prendere il Premio Nobel per la Pace (2004).

Un articolo di IL (inserto del Sole24Ore, n.21, p.94) ha solleticato il mio archivio mentale, sezione “persone che stanno cambiando il mondo”. Nella bella intervista, fatta in occasione di una conferenza a Bologna a cui la stessa Wangari Maathai ha partecipato (e dove ha presentato il suo ultimo libro “La Sfida dell’Africa“), alcuni passaggi sono di grande interesse. Tra questi:
-Una forma di ribellione è piantare alberi.

-I danni incalcolabili del colonialismo hanno portato ad uno stato africano “fittizio”. Un “insieme disomofìgeneo di micro-nazioni che le potenze coloniali hanno costretto assieme in una singola macro-nazione. Il Kenya è formato da 42 micro-nazioni, la Nigeria da 250, il Cameroon da almeno 200″.

-”Kenya” si chiama così perchè nel 1849 due esploratori tedeschi “chiesero alla loro guida (che trasportava una zucca) come si chiamasse quella montagna”. Pensando si riferissero alla zucca, la risposta fu kii-nyaa. “Gli europei hanno rinominato tutto quello che hanno incontrato creando un vero scisma nella nostra mente.”
-Il colonialismo non è finito! I grossi appalti, diritti di sfruttamento delle materie prime e di deforestazione “oggi sono in mano ai cinesi. Sono loro i nuovi colonizzatori”.

Prossimi progetti? Piantare un miliardo di alberi.

“Io lo faccio per i vosri figli. Mica per me che ho passato i settanta”.

[ Dario Carrera ]



Definendo Innovazione Sociale

23 06 2010

Foto Reuters: “El Cerro del Apiro”, spettacolo teatrale a Port of Spain, Antille

È ospite fisso delle elucubrazioni di convegni, meeting, cene di lavoro. È qualcosa che affascina e incuriosisce, difficilmente si accetta come data e spesso scivola via per cambiare forma: è la definizione di innovazione sociale.

Poco più di un mese fa, in una conferenza abbiamo affermato che “forse l’innovazione sociale non ha bisogno di essere definita”, su friendfeed un commento è stato “non in modo assoluto e statico, ma comunque con una serie di ipotesi semistrutturate a grande velocita’ di variazione”.
Da poco più di quattro anni studio il terzo settore, l’imprendotoria sociale, l’innovazione sociale. La letteratura è ricca di modelli e teorie riguardo i primi due topic; per il terzo, la tendenza è quella di ancorarsi maggiormente alle pratiche esaltandone le rilevanze empiriche.

Codificare un fenomeno è importante, ma dettarne rigidamente i binari non risponderebbe alla natura dello stesso. Si è provato a definire una volta per tutte l’innovazione sociale. Risultato? Missione fallita con successo. E’ un fenomeno in continuo divenire. Che si innova e si ripensa, che replica modelli e inventa mercati, che rende scalabili soluzioni e accessibili servizi. E’una idea che se condivisa diventa realtà, un’organizzazione, un’impresa, un network, una lobby, un atto con forza di legge. L’innovazione sociale è attorno a noi e non avere una definizione unica è il segreto del successo.

Foto Reuters: “El Cerro del Apiro”, spettacolo teatrale a Port of Spain, Antille

L’OECD in una recente pubblicazione la definisce, nella sua accezione più ampia, come un cambiamento sociale in risposta alle sfide ed ai bisogni della collettività. Implica un cambiamento di concetto, di processo, di prodotto, di organizzazione favorendo nuove relazioni con gli stakeholder ed i territori.
L’innovazione sociale cerca nuove risposte ai bisogni della collettività, identificando e offrendo nuovi servizi che migliorino la qualità della vita degli individui e delle comunità e implementando processi
innovativi di inserimento lavorativo, di integrazione, nuove forme di partecipazione, lavoro, competenze.

Il Presidente della UE Barroso, nel 2009 affermava che “le crisi finanziarie rendono la creatività e l’innovazione in generale, l’innovazione sociale in particolare, sempre più importanti per favorire la crescita sostenibile, l’occupazione e incrementare la competizione. A tal fine è stata istituita una task force ad hoc sulla social innovation. Allo stesso tempo alla Casa Bianca di Obama è nato un “Office of Social Innovation” (ne ho già parlato qui).

Foto Reuters: “El Cerro del Apiro”, spettacolo teatrale a Port of Spain, Antille

In un reporti di tre anni fa di NESTA, si poteva leggere che per rendere scalabile l’innovazione sociale, elementi fondamentali sono le c.d. “api” – piccole organizzazioni, gruppi informali, individui con nuove idee, dinamici, veloci, capaci di “impollinare” e contaminare le grandi organizzazioni (gli “alberi”). Le nostre api sono gli hubbers! Gli nnovatori sociali di The Hub.

marina berardi the hub roma

Lo scorso 11 giugno, durante il nostro Temporary Hub abbiamo ospitato la tavola rotonda “Cos’è l’Innovazione Sociale?”.
Abbiamo offerto con Alfonso Molina (Prof. d’Innovazione presso l’Università di Edinburgo e Direttore Scientifico della Fondazione Mondo Digitale) alcune definizioni e spunti di discussione. Obiettivo è stato proporre una prima codifica – aperta ed in continua evoluzione – di innovazione sociale di The Hub Roma.

La stessa è stata inserita nel nostro wiki (aperto anch’esso),  arricchito dei vostri commenti e contributi.

Vi segnaliamo alcuni input di partenza, output della tavola rotonda. Iniziamo da qui, il wiki è aperto!

<<Le innovazioni sociali sono le nuove idee per risolvere le pressanti sfide sociali ed ambientali che ci circondano.

L’innovazione sociale può essere un prodotto, un processo, una tecnologia, ma anche un principio, un idea, un atto normativo, un movimento, un’azione o combinazioni di queste.

L’innovazione sociale, ampiamente definita, è intesa come la capacità, l’abilità, la forza di una società di comprendere, analizzare, affrontare e risolvere i suoi problemi socio-ambientali. Si sostanziano in innovazioni di prodotto o di processo, il cui impatto va a beneficio della collettività rispetto ai singoli promotori o comunità di riferimento.

L’innovazione sociale scardina la tradizionale tripartizione Stato-Mercato-Non Profit: appartiene a tutti i settori, li contamina, ne accentua le intersezioni. Dal riuso di materiali al design, dall’imprenditoria sociale alle politiche pubbliche, dall’arte alla finanza, dalle energie rinnovabili alla comunicazione sostenibile, dall’agricoltura alla robotica. L’innovazione sociale è attorno a noi.>>.

Le formule
Una prima, più semplice.

novelty + improvement + sustainability = social innovation

Una serie più articolata, con variabili chiave quali fattore di scalabilità, di trasformazione, tempo.

social (invention + implementation) = social innovation (change for the benefit of society or disadvantaged groups)

•social (invention + implementation) X scaling factor = social innovation
spread (society or disadvantage group)

•social (invention + implementation) X time factor = social innovation
sustainability (duration)

•social (invention + implementation) X transformation factor = social
innovation impact (society or disadvantage group)

….voi che ne pensate?…vi aspettiamo sul wiki!

[ Dario Carrera ]



Due giorni a The Hub Roma_Vi aspettiamo l’11 e il 12 giugno

7 06 2010

hub roma_alessandro nasini The Hub prende vita negli spazi della Pelanda (MACRO, Testaccio) con due giorni di lavoro, incontri, discussioni, tavole rotonde, progettualità.
E’ il  “Temporary Hub” di The Hub Roma

Uno spazio fisico, un habitat di ispirazione per gli innovatori sociali.
Due giorni per venire a trovarci e parlare di The Hub, delle vostre idee, dei vostri progetti d’impresa. Tavole rotonde, workshop, la seconda co-creazione di The Hub Roma (qui la prima)!

Il Programma:

Venerdì 11 giugno

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10,00 – 18,30 | OPEN SPACE FOR IDEAS:
Temporary Hub, spazio di co-working aperto a chiunque voglia trascorrere una giornata di lavoro “fuori degli schemi” ed entrare in contatto con The Hub. Voi metteteci il vostro portatile, noi pensiamo a wi-fi, tavoli e sedie. Scommettiamo che ne vengono di idee innovative?

10:30 – 16:30 | HUB CALL

In contemporanea con Open Space for Ideas, collegamenti in telepresenza con gli Hub di
11.30 -13.30 The Hub Tampere
13.30 -15.30 The Hub Amsterdam
15.30 -17.30 The Hub Milano

17,00 – 18,30 | COS’È L’INNOVAZIONE SOCIALE?

Tavola rotonda. Coordineranno The Hub Roma e Alfonso Molina (Univ. di Edinburgo, Fondazione Mondo Digitale)

18,30 – 19:30 | APERITIVO FOTOGRAFICO
a cura di Shoot for Change in collaborazione con Liberi Nantes ASD.

Sabato 12 Giugno
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11:00 – 13:30 | CO-CREARE THE HUB ROMA
Evento di co-creazione a cura di The Hub Roma.

15:00 – 17:30 | HUB ROMA SPACE
Open workshop: creare gli spazi per l’innovazione sociale.

Ingresso libero. Dall’11 al 12 giugno. Dalle 10,30 in poi.

Come sempre, per qualsiasi informazione scriveteci a info@hubroma.net



Connettendo…Martedì 25, aperitivo con gli hubber

20 05 2010

hub cornwall_dario carrera_hub roma

Foto:Dario Carrera, St Ives, Cornwall

Un anno fa iniziavamo con i primissimi incontri su The Hub. Aprivamo la “caccia agli hubber” con un computer, una presentazione di 18 slide, la nostra esperienza e voglia di cambiare il mondo. Dove? Al RGB46: uno spazio dove poter dialogare e lavorare online in tranquillità durante le ore ufficio, fare un aperitivo, godersi delle belle mostre fotografiche e installazioni di giovani talenti.

L’RGB è stato il primo “host” dell’Hub :)
E’ il posto incui siamo lieti di invitarvi per incontri informali, un bicchiere insieme, aggiornarci sui prossimi passi di The Hub.

Martedì 25 maggio, dalle 18,30 in poi, parleremo di:
- Festa dell’Architettura con il nosro Temporary Hub, 11-12 giugno
- La nostra presenza al Live Performers Meeting,  il 27 maggio
- Le vostre domande e curiosità

al RGB46,

la libreria di architettura, arte e design, dell’amico di The Hub Alessandro,
in Piazza Santa Maria Liberatrice 46 (Testaccio)

Un evento aperto, per conoscersi meglio ed approfindire il mondo di The Hub Roma.

Vi aspettiamo!



Muhammad Yunus @ The Hub Vienna

19 05 2010

foto di di Matthias Brandstetter

L’11 maggio il neonato Hub di Vienna ha ospitato Muhammad Yunus in occasione del Social Business Tour.

In compagnia del Premio Nobel: Michael Meyer (NPO Institut), Werner Binnenstein-Bachstein (Caritas), Sava Dalbokov (good.bee), Alexis Eremia (emersense), Hans Reitz (Grameen Creative Lab), Nikolaus Spieckermann-Hutter (3TS Capital Partners) e Jonathan Robinson (Hub World).

Per le altre foto dell’evento, a cura di Matthias Brandstetter, cliccate qui

[Dario Carrera]



Festa dell’Architettura di Roma: The Hub ci sarà

17 05 2010

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Annunciato da alcuni primi eventi di lancio lo scorso settembre, finalmente anche Roma si appresta ad avere il suo primo grande evento sui temi dell’architettura.  Anticipato da una serie di 50 eventi collaterali che partiranno il 27 Maggio prossimo per chiudersi esattamente un mese dopo il 27 Giugno, la Festa dell’Architettura di Roma avrà il suo cuore tra il 9 e il 12 Giugno con la main session “Index Urbis, curata dall’architetto Francesco Garofalo e che sarà inaugurata con una lectio magistralis del celebre architetto portoghese Alvaro Siza Vieria. Ad essa seguirà un fitto programma di incontri, lezioni, mostre, convegni e conferenze, presentazioni di libri, rassegne di video e film, installazioni e anteprime di progetti in 4 main location: Auditorium, Casa dell’Architettura, MACRO e MAXXI.

La Festa dell’Architettura di Roma ha l’obiettivo di raccogliere le riflessioni sulla città proposte sia da esperti, sia dalla comunità culturale e civile, attraverso il confronto con altre metropoli. La nostra città infatti custodisce un patrimonio storico inestimabile di monumenti e spazi urbani, ma è anche un deposito di idee e un laboratorio di nuovi progetti in costante evoluzione. La proposta culturale della festa è l’osservazione analitica della città di Roma, del suo sviluppo e del suo ruolo futuro nel panorama architettonico internazionale contemporaneo.

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The Hub Roma curerà uno degli eventi collaterali, in uno degli spazi del nuovo centro culturale “La Pelanda” all’interno del complesso del MACRO Testaccio, che vedete in queste immagini. Nelle giornate dell’11 e 12 Giugno“Due giorni a The Hub“  creeremo un temporary hub articolato come spazio di co-working aperto a tutti, con diverse attività e allestimenti che lo caratterizzeranno, anche grazie all’aiuto degli altri hub italiani di Milano e Rovereto.

Durante questi due giorni realizzeremo un nuovo evento di co-creazione ed un workshop/incontro sugli spazi per l’innovazione e la creatività provando a disegnare insieme un possibile futuro Hub Roma, vi presenteremo alcuni nostri amici e partner della rete coinvolgendo le realtà degli innovatori sociali che stanno emergendo sul territorio romano e nazionale.

Nei prossimi giorni vi terremo costantemente aggiornati sul lavoro preparatorio a cui vi invitiamo a partecipare con idee e proposte in modo attivo, contattandoci a info@hubroma.net

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I farmers’ markets anche a Dubai

17 05 2010

Sul quotidiano The National del 20 aprile scorso, si leggeva:
“This weekend sees a genuine first in Dubai: a farmers’ market selling produce only grown in the Emirates and Oman with the proceeds going directly into the farmers’ pockets rather than filtered through the tight grasp of big supermarkets.
E ancora:
“I think it’s extremely important that the population at large starts appreciating what’s under their noses.”

Ebbene si! Anche a Dubai i farmes markets. Dal mese scorso, gli agricoltori di Oman ed Emirati Arabi potranno vendere direttamente, senza intermediazioni, i propri prodotti presso il mercato locale gestito dal ristorante Baker & Spice (promotore dell’iniziativa).

“Una novità importante, in paesi dove si tende a pensare che l’unico cibo di qualità sia quello importato” (Fonte: Internazionale n.846, 14/20 maggio 2010: p.89)

L’appuntamento è al Souk Al Bahar di Dubai, di fronte al Baker & Spice, il venerdì dalle 11 alle 15!

[Dario Carrera]