SoleRebels, le calzature di gomma (da strada)

6 09 2010

500 paia di scarpe prodotte al giorno, 45 impegati a tempo pieno, obiettivo per il 2010: superare i 400mila euro di fatturato (fonte: IL, n.22, settembre 2010, p. 24).
Sono i numeri di SoleRebels, una “casa-fabbrica” di calzature etiope fondata dalla giovane Bethlehem Tilahun Alemu.

Centinaia di modelli diversi certificati Fair trade, tutti derivati dal recupero di vecchi pneumatici di auto e camion. I prezzi variano dai 30 ai 60 euro circa. Un mercato in espansione grazie alle vendite online (via Amazon). I dipendenti sono retribuiti tra 1,80 euro al giorno (apprendisti) e 10 euro al giorno (per gli artigiani esperti), “good wages by local standards”(fonte: The Guardian,Sunday 3 January 2010).

In un intervista al The Guardian (Sunday 3 January 2010)., Alemu afferma: “People buy soleRebels because they are good, not just because they are green or from Ethiopia. Our product speaks for itself.” Ed ancora “In Ethiopia we have become used to taking money from the west, to always getting help. That does not make for a sustainable economy. We need to solve our own problems.”


[Dario Carrera]



Wangari Maathai

26 06 2010

wangari maathai the hub roma E’stata la prima donna cetrafricana:

-a conseguire una laurea (1971, Università di Nairobi, in biologia);
-ad ottenere una cattedra alla Facoltà di Veterinaria (per i 6 anni successivi) e pretendere, con successo, la stessa retribuzione dei suoi colleghi uomini ma con il titolo “professore maschio onorario”;
-a fondare il Green Belt Movement (1977), associazione ambientalista che ha piantato oltre 40 milioni di alberi in Kenya, (ma anche Etiopia, Tanzania, Uganda, Malawi, Zimbabwe) per combattere l’erosione della terra (ahimè i rapporti annuali si fermano al 2007);
-a presiedere il Consiglio nazionale delle donne del Kenya, (1981-1987);
-a prendere il Premio Nobel per la Pace (2004).

Un articolo di IL (inserto del Sole24Ore, n.21, p.94) ha solleticato il mio archivio mentale, sezione “persone che stanno cambiando il mondo”. Nella bella intervista, fatta in occasione di una conferenza a Bologna a cui la stessa Wangari Maathai ha partecipato (e dove ha presentato il suo ultimo libro “La Sfida dell’Africa“), alcuni passaggi sono di grande interesse. Tra questi:
-Una forma di ribellione è piantare alberi.

-I danni incalcolabili del colonialismo hanno portato ad uno stato africano “fittizio”. Un “insieme disomofìgeneo di micro-nazioni che le potenze coloniali hanno costretto assieme in una singola macro-nazione. Il Kenya è formato da 42 micro-nazioni, la Nigeria da 250, il Cameroon da almeno 200″.

-”Kenya” si chiama così perchè nel 1849 due esploratori tedeschi “chiesero alla loro guida (che trasportava una zucca) come si chiamasse quella montagna”. Pensando si riferissero alla zucca, la risposta fu kii-nyaa. “Gli europei hanno rinominato tutto quello che hanno incontrato creando un vero scisma nella nostra mente.”
-Il colonialismo non è finito! I grossi appalti, diritti di sfruttamento delle materie prime e di deforestazione “oggi sono in mano ai cinesi. Sono loro i nuovi colonizzatori”.

Prossimi progetti? Piantare un miliardo di alberi.

“Io lo faccio per i vosri figli. Mica per me che ho passato i settanta”.

[ Dario Carrera ]



Muhammad Yunus @ The Hub Vienna

19 05 2010

foto di di Matthias Brandstetter

L’11 maggio il neonato Hub di Vienna ha ospitato Muhammad Yunus in occasione del Social Business Tour.

In compagnia del Premio Nobel: Michael Meyer (NPO Institut), Werner Binnenstein-Bachstein (Caritas), Sava Dalbokov (good.bee), Alexis Eremia (emersense), Hans Reitz (Grameen Creative Lab), Nikolaus Spieckermann-Hutter (3TS Capital Partners) e Jonathan Robinson (Hub World).

Per le altre foto dell’evento, a cura di Matthias Brandstetter, cliccate qui

[Dario Carrera]



I diritti crescono sugli alberi

12 04 2010

Francoise Schein, Progetto Les Murmures

Come avete visto, da poche settimane abbiamo iniziato il percorso di cocreazione della comunità di pratiche dell’Hub Roma. Dopo avervi presentato i principi che ci avete indicato, presto faremo anche un post sulle esperienze e infine sui settori che ci avete elencato. Stiamo anche predisponendo piattaforme e strumenti per lavorare assieme sul manifesto dei principi e per mettere in relazione gli associati. Come sapete stiamo anche cercando lo spazio di Hub Roma che, una volta individuato, sarà scenario delle cocreazioni dello spazio, sulla base di quanto successo anche a Milano.

Nel mio curiosare, mi sono ricordato di alcuni lavori di arte pubblica del progetto Inscrire che è stato ideato dall’artista Francoise Schein. Sono sicuro che molti di voi avranno visto almeno uno dei lavori di questo progetto: alcuni dei luoghi in cui sono stati realizzati sono spazi pubblici di grande passaggio come la stazione metro Concorde a Parigi, quella di Westhafen a Berlino, quella di Parque a Lisbona oppure la stazione St Gilles a Bruxelles.

Stazione metro di Parque a Lisbona

Stazione metro di Parque a Lisbona

Inscrire è un progetto artistico di collaborazione con le comunità locali che vengono invitate a riflettere sui temi dei diritti, sulle rispettive culture e invitate a partecipare all’ideazione e alla realizzazione di opere che rappresentino tale lavoro di gruppo. Le opere d’arte pubbliche diventano quindi il modo attraverso il quale accrescere la consapevolezza sulle tematiche dei diritti umani, rinnovare spazi di aggregazione sociale o crearne di nuovi, offrire formazione su lavori artigianali e artistici e soprattutto creare sinergie tra diversi gruppi sociali.

Questo lavoro di “facilitazione” si espresso in maniera evidente nell’ultimo lavoro terminato da Francoise “Les Murmures” per la nuova biblioteca di Les Mureaux, in Francia, per la quale l’artista ha progettato un albero che decora una delle pareti esterne del complesso. Realizzato con la partecipazione di oltre 150 cittadini, l’artista li ha invitati a collezionare immagini e testi dalla biblioteca e con loro ha progettato un albero che affonda le sue radici nella Senna e racconta la storia e l’identità del paese. Anche quest’ultimo lavoro fa parte del lungo percorso di Inscrire che ormai è diventato un network di città e luoghi sempre più esteso, un po’ come The hub. La direzione di Inscrire è l’utopia, ed anche noi di The Hub, nel promuovere l’innovazione sociale condividiamo parte della stesso percorso.

Proprio in queste settimane, alle prese con la creatività espressa nei vostri lavori della “Ciclofficina dell’Hub“, mi sono reso conto di quanto mi piacerebbe, trovato lo spazio fisico, fare con i nostri hubber un progetto simile dentro l’Hub. E perché non chiamare Francoise? Sembra che abbia futuri progetti proprio in Italia? Utopia per Utopia, facciamo un tentativo?

[Ivan]



Prima Co-Creazione The Hub Roma: ecco i vostri Princìpi

29 03 2010

Foglio, o meglio, bicicletta alla mano, abbiamo riempito i cestini dei nostri princìpi ed esperienze.
Sono i valori e le competenze che costruiranno col tempo il DNA dell’Hub di domani. Sono gli elementi che delineeranno le caratteristiche distintive di The Hub Roma.

Partiamo dai princìpi che state portando all’Hub. Eccoveli come promesso, con una tag cloud curata da Cristiano. Emergono su tutti innovazione, libertà  e condivisione…mica male come inizio!

Co-Creazione HUB ROMA Principi_normalizzati

Diteci ce ne pensate!..ed a presto con la mappa delle esperienze



Co-creare The Hub Roma: ecco come si fa

24 03 2010

Bellissima la giornata di domenica. Affluenza oltre le previsioni e le relative prenotazioni. L’energia  giusta ed il tempo clemente hanno favorito un piacevole pranzo all’aperto in cui ci si è conosciuti meglio e aperte le iscrizioni all’Associazione The Hub Roma.

Appena arrivati tutti gli hubber, cerchiamo di presentarci ai nuovi volti. Conosciamo, tra gli altri, i ragazzi di Napoli (due gruppi interessati a The Hub, che non si conoscevano) e Felipe, studente brasiliano a Roma, che attraverso The Hub San Paolo è venuto a conoscenza dell’iniziativa romana.

Grazie alla facilitazione di Cristiano Siri, diamo il via alla prima co-creazione.

Veniamo chiamati a turno a enunciare i principi di The Hub Roma: indipendenza, contaminazione, apertura, imprenditorialità. Ma anche firtuality (un mix tra fisicità e virtualità), engineered serendipidy (a chi non fosse chiaro, lo spiegheremo alla prossima co-creazione :), crowdcreativity (idem)…

Citando Michel Melis “64(!) persone hanno condiviso le loro esperienze (lavorative e non) e i loro principi/valori in uno spazio in cui abbiamo iniziato a mappare le aree tematiche su cui operare.

In pratica abbiamo dato a ogni partecipante un foglio con disegnata una bici su cui poter scrivere esperienze e principi (sul cestino anteriore e posteriore : ), una volta compilate si sono parcheggiate sulla “Ciclofficina dell’Hub Roma”, un grande foglio per collocare le proprie bici sulle aree di interesse e azione (alcune già proposte in partenza, molte altre create sul momento). Contemparenamente abbiamo iniziato a buttare giù le prime idee che porteranno alla creazione del Manifesto, i partecipanti hanno popolato con parole e immagini degli altri fogli in totale libertà”

Ed eccoci tutti a tuffarci nella ciclofficina per viaggiare tra fair trade e intercultura, comunicazione e  web, legare formazione con intercultura…non è presente il nostro settore? Basta scriverlo su di un cartoncino ed il gioco è fatto. Saranno gli altri a studiare possibili sinergie e spazi di collaborazione.

Sono solo i primi input per il Manifesto dell’Hub – un documento che condivideremo con i soci dell’Associazione (con voi!) – e per iniziare a definire i primi settori d’innovazione sociale che caratterizzaranno The Hub Roma.

Alcuni si sono associati proprio domenica, altri lo stanno facendo in queste ore.

Entro una settimana sistematizzeremo sia le parole chiave che avete espresso, sia i settori dell’innovazione sociale che abbiamo definito, ideato, costriuito e intersecato…vi terremo aggiornati.

Infine, un’ultima nota. A fine giornata noi eravamo certamente soddisfatti, ma anche un pò provati. In sala invece c’era qualcuno che colorava ancora le biciclette di The Hub…

Le foto di Shoot For Change relative alla co-creazione, sono disponibili qui, per tutti.

Per fare richiesta di associazione, è sufficiente cliccare qui o scriverci a info@hubroma.net.

Al prossimo evento, ed ai primi soci, un forte hubbraccio di benvenuto!



Ed ecco a voi THE HUB MILANO!

23 03 2010

dario carrera_hub inaugurazione

[Foto: Dario Carrera]

E’ andata alla grandissima!
Il pomeriggio, dopo aver definito la co-creazione di Roma con Cristiano, siamo partiti. Gessetti colorati e con Marta e Monse, due colonne dell’Hub di Milano, eccoci a colorare i marciapiedi di Via Sarpi indicando il “sentiero dell’Hub”. Commercianti incuriositi (uno stizzito in verità), una bambina prende un gessetto da Nicolò e comincia anche lei a disegnare e colorare il marciapiede.
Ore 17,30: l’Hub comincia a riempirsi. Rivedo persone incontrate più di 18 mesi fa; con loro abbiamo condiviso i primi appuntamenti in bar, librerie con wifi, uffici temporanei. Erano i tempi della costruzione della community. Rivederle qui, mi ha fatto un certo effetto.

[Foto: Marco Gialdi]

Tra i tantissimi, milanesi e non, incontriamo nuovamente i fondatori di The Hub Zurigo e Amsterdam, avvio una piacevolissima chiacchierata con David Baker, di Wired UK, relativa alla nostra ricerca spazi e su come immaginiamo The Hub Roma.
Ad un certo punto, realizziamo che non sarebbe entrato neanche uno spillo.

[Foto: Marco Gialdi]

Ed ecco che il cortile si popola di altri hubber.

[Foto: Marco Gialdi]

Intanto, la fila per entrare continua…

[Foto: Marco Gialdi]

Che evento ragazzi. Alla fine, con qualche mezz’ora di sonno, recupero il sacco a pelo, scendo dalla sala delle nuvole (il soppalc0 dell’Hub che mi ha ospitato in questi giorni) e senza svegliare gli altri ospiti, mi avvio all’uscita. Un ultimo sguardo, per vedere in che condizioni stiamo lasciando lo spazio…non male su.

dario carrera_hub mattina

[Foto: Dario Carrera]

Corro in stazione. Treno per Roma. Con Ivan abbiamo l’ennesimo appuntameto per la visita all’ennesimo spazio. Nel mentre, gustatevi la storia di The Hub Milano in questo video di 10 minuti, dell’ottimo Beppe Tufarulo. Buona visione.

The Hub Milano Presentazione from The Hub Milano on Vimeo.

[Dario Carrera]



All’Hub Milano, aspettando l’inaugurazione…

18 03 2010

dario carrera_hub milano pre evento

Siamo in fibrillazione. Si respira un’aria di grande attesa per la presentazione del bimbo!

180320101460

Il “piccolo” Hub Milano che da questa sera ufficialmente cambierà il modo di fare impresa, il quartiere in cui abita – via Paolo Sarpi, è la Chinatown milanese – l’Italia e il mondo con Roma e il network internazionale.

I ragazzi di Organirama stanno montando parte della coreografia e del set che utilizzeranno per le loro creazioni;

dario carrera_alberto fede e nik

i giornalisti stanno intervistando i nostri Alberto, Federica e Nicolò.

Continuano ad arrivarmi email e sms di complimenti per gli articoli di Repubblica e Corriere della Sera su The Hub Milano.

Andrea Paoletti sta preparando la Degust-Azione, iniziativa nata dalla sua Cascina Bianca.

Mi ha appena chiamato Cristiano, giunto da Roma per partecipare all’evento di questa sera e che ci aiuterà nella co-creazione di Roma di domenica (alle 11, saremo puntuali!). ..ci aggiorniamo dopo!

[ Dario Carrera ]



Teoria dei Giochi

13 03 2010

Tra poche settimane sarà proclamato il primo vincitore del Fun Theory Award. The Fun Theory è un ottimo progetto di cause related marketing avviato dalla casa automobilistica Volkswagen. Proprio oggi me ne sono ricordato grazie a un piacevole pranzo con Carlo Infante, durante il quale abbiamo ribadito l’importanza del gioco quale processo fondamentale per promuovere l‘innovazione sociale.

La sostenibilità ambientale è diventato uno dei grandi temi negli ultimi anni anche nelle divisioni marketing, che si stanno impegnando al massimo nel connotare le imprese in modo eco-friendly. Se all’inizio potevano bastare pochi dati, magari qualche semplice allusione, ora, in un contesto sempre più affollato è indispensabile distinguersi e posizionarsi in modo intelligente nelle reti reali e virtuali. Così a Wolfsburg hanno pensato di trasmettere un’immagine più verde ed effettivamente erano in grado di diffondere messaggi credibili e accattivanti, capaci di trasmettere un impegno concreto.

Qui entra in scena il gioco: come si sa, tradizionalmente ci vuole poco per giocare e divertirsi, dunque pochi investimenti. Il gioco inoltre è la pratica migliore per trasmettere messaggi, dunque sensibilizzare, nonché favorire la partecipazione attiva. Ecco dunque finanziate le prime idee: il cassonetto per la differenziata che diventa una specie di videogame che assegna punti se butti velocemente la bottiglia all’accendersi delle luci, piuttosto che la scala musicale (arrivata anche a Milano alla fermata Duomo della metro) che al passaggio dei pedoni emette suoni, oppure il cestino che emette suoni quando si getta la spazzatura simulando la caduta in un pozzo profondissimo.

Prime piccole divertenti idee, a cui segue questo Award che, al solito, nel tempo del web 2.0 invita le persone a partecipare. Tanti e diversi sono i progetti arrivati. Ne ho trovato uno che mi sembra si adatti benissimo anche alle città italiane e a Roma, in particolare per cercare di contrastare gli effetti collaterali delle “movide” nostrane, che solitamente sono caratterizzate da un esteso tappeto di bottiglie e rifiuti. Ordinanze che vietano la vendita di bottiglie da asporto? Tanto lo si porta da casa. Allora non sarebbe meglio provare il suggerimento del portoghese Francisco? Meglio un tappeto di note, no?



Angel_F Party Venerdì 5 Marzo

2 03 2010

The Hub Roma è lieta di invitarvi:

Il 5 marzo a Roma a partire dalle 18.30 presso i locali del FLEXI libreria-cafè, Via Clementina 9 (rione Monti)

AOS (Art is Open Source)

in collaborazione con

FHF Italia e ass. The Hub Roma

Presenta

Angel_F. Diario di un Intelligenza Artificiale” (Castelvecchi 2009)

di Salvatore Iaconesi (xDxD.vs.xDxD) e Oriana Persico (penelope.di.pixel)

Introduce il volume:

Derrick de Kerckhove (il padre)

Ne discutono con gli autori:

Arturo di Corinto, Monica Mazzitelli, Luigi Pagliarini, Gionatan Quintini, Marco Scialdone, Valentina Tanni

Special Guest:

Les Liens Invisibles con Seppukoo.com

Performance & installation:

Nephogram+Angel_F” (Nephogram and Angel_F)

Seppukoo.com” (Les Liens Invisibles)

Listening” (Salvatore Iaconesi)

Angel_F è la giovane intelligenza artificiale figlia di Derrick de Kerckhove e della Biodoll. A tre anni dalla sua nascita, il piccolo racconta il suo primo anno di vita e le sue avventure in rete nel mondo fisico sotto forma di un particolare “Diario”, pubblicato da Castelvecchi.

L‘hacking, l’arte, la performance, l’attivismo politico e tecnologico.

Un appuntamento per scoprire le connessioni fra esseri umani ed esseri digitali attraverso le testimonianze dirette di Angel_F e dei protagonisti di questa storia, a partire da Derrick De Kerckhove nelle vesti di padre, professore e teorico dell’intelligenza artificiale, che introdurrà il volume, insieme agli ospiti in sala.

Il collettivo artistico Les Liens Invisibles allestirà inoltre uno spazio dedicato Seppukoo.com, un singolare suicidio su Facebook, per riflettere insieme sulle nostre identità online, fra vita e morte digitale.

A venerdì!