The Hub sulla CNN

4 09 2010

Fa sempre piacere veicolare il messaggio e le azioni di The Hub attraverso i media. Un pò meno gradevole è scoprire che il prodotto finito – sia esso un articolo, un servizio video, un’intervista in radio – non risponde al 100% a quanto espresso o, peggio, ometta il principio base di The Hub: promuovere e sviluppare innovazione sociale.

Il servizio della CNN è certamente una grande opportunità per dare visibilità al movimento ed al network, peccato – come hanno sottolineato anche i fondatori di The Hub Milano e Zurigo via facebook -si dia molta enfasi alla dinamicità degli hubber ed al fatto che utilizzino postazioni in co-working (concetto vecchio almeno di 60 anni). The Hub è un habitat per innovatori sociali che fanno della sostenibilità il loro credo imprenditoriale e di vita. Gli spazi, le metodologie che adottiamo sono il mezzo, non il fine. Ditelo alla CNN quando vi intervisterà ;)

Ecco il video. A voi i commenti



Frammenti 2010: Che fine ha fatto il futuro?

2 09 2010

“Semintesta nasce nell’Agosto del 2001, con l’intento di promuovere la cultura, l’arte e i nuovi linguaggi nel proprio territorio. Un’occasione per unire le forze e portare avanti i propri obiettivi insieme, per far sì che la cultura sia un’attività pulsante sempre viva e in costante rinnovamento”.
Questa la mission dell’associazione Semintesta, promotrice del Festival Frammenti, giunto alla sua decima edizione. A Villa Sciarra a Frascati, 2mila presenze nel 2001, circa 20mila nel 2009. Il tema di quest’anno è “Che fine ha fatto il futuro?”.

Si parte oggi, giovedì 2 settembre, alle 18,30 con una tavola rotonda dal titolo “Ritorno al Futuro”, in collaborazione con Urban Experience, alla quale anche The Hub è stato invitato. Proprio dal blog di Urban Experience, riprendiamo un passagio interessante:
“Si parte da questo interrogativo: dove possiamo ritrovare il tempo e soprattutto il luogo per immaginare, progettare e costruire il nostro futuro? Il futuro è praticamente sparito dai nostri orizzonti culturali.
E’, come suggerisce lo scrittore canadese William Gibson, “già qui, è solo mal distribuito”.

Potete scaricare il programma di Frammenti qui.



Tre social newtork (e mezzo) per imprenditori sociali

1 09 2010

Uno dei princìpi fondamentali dell’innovazione sociale è la collaborazione tra le persone. Come abbiamo gia’ scritto, anche Bill Drayton, fondatore di Ashoka, definisce l’imprenditoria sociale come “a community of leading social entrepreneurs working together”.

E allora dove si trovano online gli innovatori sociali? Potete iniziare da questi tre network.

UnltdWorld potrebbre essere l’ equivalente online piu’ vicino a The Hub. E’ un social network tramite cui imprenditori sociali da ogni parte del mondo possono connettersi gli uni agli altri, trovare nuove opportunita’ di lavoro e partnership, organizzare comunita’ e sviluppare nuovi progetti.

Open Architecture si dedica a ridefinire il ruolo dell’ architettura qualche strumento per il cambiamento sociale e il miglioramento della vita delle persone. Con piu’ di 15mila iscritti, il network sostiene la necessita’ di una architectural revolution”; e’ un progetto di Architecture for Humanity, un’ organizzazione nonprofit che opera in piu’ di 25 paesi con oltre 60 progetti fondata nel 1999 dal geniale Cameron Sinclair, vincitore del TED Prize 2006.

Utilizzare il design quale driver di innovazione sociale e’ anche la missione di Design21. Il network e’ un progetto della societa’ Felissimo in collaborazione con l’ Unesco.

I precedenti tre erano i “social network”,  questo e’ il “mezzo”: Social Edge, un network di blog sull’innovazione e l’imprenditoria sociale. Non un vero e proprio social network quindi, ma senza dubbio, con i suoi oltre 60 blog, curati dagli stessi imprenditori sociali, uno dei piu’ importanti spazi di conversazione online su questi temi. Social Edge, e’ un progetto della Skoll Foundation, l’organizzazione fondata nel 1999 dal multimiliardario Jeff Skoll, impiegato numero 1 di eBay di cui poi ne divenne il presidente.

[via The Hub Milano]



Definendo Innovazione Sociale

23 06 2010

Foto Reuters: “El Cerro del Apiro”, spettacolo teatrale a Port of Spain, Antille

È ospite fisso delle elucubrazioni di convegni, meeting, cene di lavoro. È qualcosa che affascina e incuriosisce, difficilmente si accetta come data e spesso scivola via per cambiare forma: è la definizione di innovazione sociale.

Poco più di un mese fa, in una conferenza abbiamo affermato che “forse l’innovazione sociale non ha bisogno di essere definita”, su friendfeed un commento è stato “non in modo assoluto e statico, ma comunque con una serie di ipotesi semistrutturate a grande velocita’ di variazione”.
Da poco più di quattro anni studio il terzo settore, l’imprendotoria sociale, l’innovazione sociale. La letteratura è ricca di modelli e teorie riguardo i primi due topic; per il terzo, la tendenza è quella di ancorarsi maggiormente alle pratiche esaltandone le rilevanze empiriche.

Codificare un fenomeno è importante, ma dettarne rigidamente i binari non risponderebbe alla natura dello stesso. Si è provato a definire una volta per tutte l’innovazione sociale. Risultato? Missione fallita con successo. E’ un fenomeno in continuo divenire. Che si innova e si ripensa, che replica modelli e inventa mercati, che rende scalabili soluzioni e accessibili servizi. E’una idea che se condivisa diventa realtà, un’organizzazione, un’impresa, un network, una lobby, un atto con forza di legge. L’innovazione sociale è attorno a noi e non avere una definizione unica è il segreto del successo.

Foto Reuters: “El Cerro del Apiro”, spettacolo teatrale a Port of Spain, Antille

L’OECD in una recente pubblicazione la definisce, nella sua accezione più ampia, come un cambiamento sociale in risposta alle sfide ed ai bisogni della collettività. Implica un cambiamento di concetto, di processo, di prodotto, di organizzazione favorendo nuove relazioni con gli stakeholder ed i territori.
L’innovazione sociale cerca nuove risposte ai bisogni della collettività, identificando e offrendo nuovi servizi che migliorino la qualità della vita degli individui e delle comunità e implementando processi
innovativi di inserimento lavorativo, di integrazione, nuove forme di partecipazione, lavoro, competenze.

Il Presidente della UE Barroso, nel 2009 affermava che “le crisi finanziarie rendono la creatività e l’innovazione in generale, l’innovazione sociale in particolare, sempre più importanti per favorire la crescita sostenibile, l’occupazione e incrementare la competizione. A tal fine è stata istituita una task force ad hoc sulla social innovation. Allo stesso tempo alla Casa Bianca di Obama è nato un “Office of Social Innovation” (ne ho già parlato qui).

Foto Reuters: “El Cerro del Apiro”, spettacolo teatrale a Port of Spain, Antille

In un reporti di tre anni fa di NESTA, si poteva leggere che per rendere scalabile l’innovazione sociale, elementi fondamentali sono le c.d. “api” – piccole organizzazioni, gruppi informali, individui con nuove idee, dinamici, veloci, capaci di “impollinare” e contaminare le grandi organizzazioni (gli “alberi”). Le nostre api sono gli hubbers! Gli nnovatori sociali di The Hub.

marina berardi the hub roma

Lo scorso 11 giugno, durante il nostro Temporary Hub abbiamo ospitato la tavola rotonda “Cos’è l’Innovazione Sociale?”.
Abbiamo offerto con Alfonso Molina (Prof. d’Innovazione presso l’Università di Edinburgo e Direttore Scientifico della Fondazione Mondo Digitale) alcune definizioni e spunti di discussione. Obiettivo è stato proporre una prima codifica – aperta ed in continua evoluzione – di innovazione sociale di The Hub Roma.

La stessa è stata inserita nel nostro wiki (aperto anch’esso),  arricchito dei vostri commenti e contributi.

Vi segnaliamo alcuni input di partenza, output della tavola rotonda. Iniziamo da qui, il wiki è aperto!

<<Le innovazioni sociali sono le nuove idee per risolvere le pressanti sfide sociali ed ambientali che ci circondano.

L’innovazione sociale può essere un prodotto, un processo, una tecnologia, ma anche un principio, un idea, un atto normativo, un movimento, un’azione o combinazioni di queste.

L’innovazione sociale, ampiamente definita, è intesa come la capacità, l’abilità, la forza di una società di comprendere, analizzare, affrontare e risolvere i suoi problemi socio-ambientali. Si sostanziano in innovazioni di prodotto o di processo, il cui impatto va a beneficio della collettività rispetto ai singoli promotori o comunità di riferimento.

L’innovazione sociale scardina la tradizionale tripartizione Stato-Mercato-Non Profit: appartiene a tutti i settori, li contamina, ne accentua le intersezioni. Dal riuso di materiali al design, dall’imprenditoria sociale alle politiche pubbliche, dall’arte alla finanza, dalle energie rinnovabili alla comunicazione sostenibile, dall’agricoltura alla robotica. L’innovazione sociale è attorno a noi.>>.

Le formule
Una prima, più semplice.

novelty + improvement + sustainability = social innovation

Una serie più articolata, con variabili chiave quali fattore di scalabilità, di trasformazione, tempo.

social (invention + implementation) = social innovation (change for the benefit of society or disadvantaged groups)

•social (invention + implementation) X scaling factor = social innovation
spread (society or disadvantage group)

•social (invention + implementation) X time factor = social innovation
sustainability (duration)

•social (invention + implementation) X transformation factor = social
innovation impact (society or disadvantage group)

….voi che ne pensate?…vi aspettiamo sul wiki!

[ Dario Carrera ]



Italian Augmented Reality a The Hub Milano

18 06 2010

Venerdi 18 Giugno, si terra’ a The Hub Milano la prima edizione dell’ Italian Augmented Reality, il primo evento italiano dedicato interamente alla realtà aumentata. Ad organizzare la serata sono i ragazzi di Joinpad, attivissimi membri di The Hub Milano. Nel programma anche gi hubber romani Oriana Persico e Salvatore Iaconesi di Art is Open Source e FakePress.

Proprio nel fantastico spazio milanese, nella sala delle nuvole, hanno girato il trailer che trovate qui sotto. Per partecipare registratevi qui o seguite l’evento in streaming da qui.

Italian Augmented Reality 2010 from IAR2010 on Vimeo.

[via The Hub Milano]



Due giorni a The Hub Roma_Vi aspettiamo l’11 e il 12 giugno

7 06 2010

hub roma_alessandro nasini The Hub prende vita negli spazi della Pelanda (MACRO, Testaccio) con due giorni di lavoro, incontri, discussioni, tavole rotonde, progettualità.
E’ il  “Temporary Hub” di The Hub Roma

Uno spazio fisico, un habitat di ispirazione per gli innovatori sociali.
Due giorni per venire a trovarci e parlare di The Hub, delle vostre idee, dei vostri progetti d’impresa. Tavole rotonde, workshop, la seconda co-creazione di The Hub Roma (qui la prima)!

Il Programma:

Venerdì 11 giugno

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10,00 – 18,30 | OPEN SPACE FOR IDEAS:
Temporary Hub, spazio di co-working aperto a chiunque voglia trascorrere una giornata di lavoro “fuori degli schemi” ed entrare in contatto con The Hub. Voi metteteci il vostro portatile, noi pensiamo a wi-fi, tavoli e sedie. Scommettiamo che ne vengono di idee innovative?

10:30 – 16:30 | HUB CALL

In contemporanea con Open Space for Ideas, collegamenti in telepresenza con gli Hub di
11.30 -13.30 The Hub Tampere
13.30 -15.30 The Hub Amsterdam
15.30 -17.30 The Hub Milano

17,00 – 18,30 | COS’È L’INNOVAZIONE SOCIALE?

Tavola rotonda. Coordineranno The Hub Roma e Alfonso Molina (Univ. di Edinburgo, Fondazione Mondo Digitale)

18,30 – 19:30 | APERITIVO FOTOGRAFICO
a cura di Shoot for Change in collaborazione con Liberi Nantes ASD.

Sabato 12 Giugno
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11:00 – 13:30 | CO-CREARE THE HUB ROMA
Evento di co-creazione a cura di The Hub Roma.

15:00 – 17:30 | HUB ROMA SPACE
Open workshop: creare gli spazi per l’innovazione sociale.

Ingresso libero. Dall’11 al 12 giugno. Dalle 10,30 in poi.

Come sempre, per qualsiasi informazione scriveteci a info@hubroma.net



Connettendo…Martedì 25, aperitivo con gli hubber

20 05 2010

hub cornwall_dario carrera_hub roma

Foto:Dario Carrera, St Ives, Cornwall

Un anno fa iniziavamo con i primissimi incontri su The Hub. Aprivamo la “caccia agli hubber” con un computer, una presentazione di 18 slide, la nostra esperienza e voglia di cambiare il mondo. Dove? Al RGB46: uno spazio dove poter dialogare e lavorare online in tranquillità durante le ore ufficio, fare un aperitivo, godersi delle belle mostre fotografiche e installazioni di giovani talenti.

L’RGB è stato il primo “host” dell’Hub :)
E’ il posto incui siamo lieti di invitarvi per incontri informali, un bicchiere insieme, aggiornarci sui prossimi passi di The Hub.

Martedì 25 maggio, dalle 18,30 in poi, parleremo di:
- Festa dell’Architettura con il nosro Temporary Hub, 11-12 giugno
- La nostra presenza al Live Performers Meeting,  il 27 maggio
- Le vostre domande e curiosità

al RGB46,

la libreria di architettura, arte e design, dell’amico di The Hub Alessandro,
in Piazza Santa Maria Liberatrice 46 (Testaccio)

Un evento aperto, per conoscersi meglio ed approfindire il mondo di The Hub Roma.

Vi aspettiamo!



Muhammad Yunus @ The Hub Vienna

19 05 2010

foto di di Matthias Brandstetter

L’11 maggio il neonato Hub di Vienna ha ospitato Muhammad Yunus in occasione del Social Business Tour.

In compagnia del Premio Nobel: Michael Meyer (NPO Institut), Werner Binnenstein-Bachstein (Caritas), Sava Dalbokov (good.bee), Alexis Eremia (emersense), Hans Reitz (Grameen Creative Lab), Nikolaus Spieckermann-Hutter (3TS Capital Partners) e Jonathan Robinson (Hub World).

Per le altre foto dell’evento, a cura di Matthias Brandstetter, cliccate qui

[Dario Carrera]



Software libero e Trashware: ciclo di seminari gratuiti all’Università La Sapienza di Roma

18 05 2010

Il CATTID-Sapienza Università di Roma organizza, in collaborazione con gli amici di Binario EticoFree Hardware Foundation un ciclo di seminari gratuiti su trashware e software libero.

A partire dal 20 maggio, quattro appuntamenti, il giovedì dale 10 alle 13 presso il CATTID, Piazzale Aldo Moro, 5

I quattro incontri verteranno su:

1. Hardware e software

2. Hardware: produzione e consumi

3. Rifiuti e panorama legislativo

4. Il riuso di hardware (trashware)

Per prenotarsi basta scrivere a formazione@binarioetico.org

…ancora 18 posti disponibili!

(via Binario Etico)



Dallo Shoptivism all’Active Consumer

3 05 2010

E’ solo il primo step di un percorso nato da una chiacchierata con Salvatore Iaconesi, in cui volevamo legare arte digitale, ricerca, responsabilità ed etica d’impresa, consapevolezza e partecipazione dei consumatori. Ne è nata una collaborazione molto interessante – pensate un pò, addirittura coinvolgendo studenti di diverse facoltà e università – e dalle potenzialità straordinarie.

Domani un primo assaggio, vi riportiamo una sintesi del comunicato stampa, che potrete leggere in forma integrale sul sito di  FakePress o di Frontiere Digitali

FakePress, Art is Open Source e The Hub Roma

in collaborazione con

il Corso “Sperimentazioni di Tecnologie e Comunicazioni Multimediali” della Facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni – La Sapienza”, Dipartimento di Disegno Industriale
e
il Corso di “Economia delle Aziende Non Profit” della Facoltà di Economia – “Tor Vergata”

sono lieti di invitarvi alla lecture:

Squatting Supermarkets/iSee
I fondamenti artistici, l’eco-sostenibilità, il mercato: dallo Shoptivism all’Active Consumer

Chi: Oriana Persico e Cary Hendrickson (AOS/FakePress), Dario Carrera e Ivan Fadini (The Hub Roma/Facoltà di Economia Tor Vergata), Ilaria Bassi, Vanessa D’Acquisto, Piergiorgio Malfa, Vittoria Mauro (gruppo di ricerca del Corso di Economia delle Aziende non profit – Tor Vergata), Salvatore Iaconesi (docente ospitante)
Cosa: lecture/workshop
Dove: Facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni, Via E. Gianturco 2 (Roma) – aula G 11
Quando: il 4 maggio 2010 – dalle 9h alle 12h

Eccovi una sintesi del comnunicato stampa. Vi consigliamo di approfondire qui.

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Presentato per la prima volta al Piemonte Share Festival 2009, Squatting Supermarkets ha due anime: un’istallazione site specific e una tecnologia innovativa, iSee. L’installazione riproduce un supermercato interattivo in realtà aumentata in cui la vasta rete di connessioni che definisce la storia del prodotto si esplicita e diventa accessibile, estendendo in senso ecosistemico, narrativo e poetico le tecniche di tracciamento e manipolazione dei dati che le corporation sfruttano per fini esclusivamente commerciali e/o politici: incrociare dati provenienti da codici a barre, RFID, carte di credito, transazioni finanziarie.
Avvicinarsi a un prodotto diventa un’esperienza immersiva nella sua storia, con la possibilità di scriverne una parte: muovendo le mani, disegnando gesti, esponendo il proprio punto di vista e le proprie emozioni. Il prodotto si anima, diventando uno spazio di espressione, una rete di relazioni, un dominio di possibilità e opportunità, dove le storie che nasconde (quelle di chi lo produce e di chi lo consuma) entrano improvvisamente in scena (story telling distribuito).

La porta di accesso a queste storie sono proprio i loghi (shopping based narratives). Cuore tecnologico dell’istallazione, iSee è una applicazione mobile in realtà aumentata basata sul riconoscimento delle immagini. Inquadrando il prodotto, l’applicazione lancia il sistema di image processing che riconosce il logo, consentendo all’utente di accedere a una strato aggiuntivo di informazioni, provenienti da una pluralità di fonti.

Il 4 maggio dalle 9 alle 12, il laboratorio di Interaction Design di FakePress analizzerà le possibilità di espressione e interazione dello shopping based narrative proposto in veste artistica/performativa da Squatting Supermarkets e nella versione tecnologica/infrastrutturale da iSee.

Oriana Persico affronterà le tematiche legate all’installazione, introducendo lo statement artistico; Cary Hendrickson si focalizzerà sui temi dell’eco-sostenibilità, della social responsability e sulla di governance di tali processi. Infine il gruppo di ricerca del Corso di Economia Non Profit di Tor Vergata coordinato da Dario Carrera e Ivan Fadini esporrà i primi risultati della ricerca “Active Consumer: dai Movimenti allo Shopping Based Publishing”: quanto sono sensibili i consumatori ai temi ambientali e di consumo critico? Quanto alle opinioni generate sui social media e alla brand reputation creata attraverso gli UGC? Qual’è la diffusione degli smartphone? E ancora, quanti consumatori sarebbero disposti a utilizzare l’applicazione? E chi la finanzierebbe? Qual’è il modello di business alla base di una tecnologia come iSee?

Le premesse artistiche e teoriche, l’analisi sull’eco-sostenibilità e gli scenari di mercato serviranno agli studenti del corso di Architettura per realizzare una serie di project work focalizzati sullo sviluppo dell’interfaccia di iSee e sulla creazione di un installazione site specific di Squatting Supermarkets da collocare all’interno di un punto vendita, con il risultato di mettere in contatto competenze e punti di vista diversi e, soprattutto, di creare percorsi multidisciplinari e inter-universitari tra studenti e facoltà diverse finalizzati alla realizzazione di un progetto comune.

I project work e la ricerca “Active Consumer: dai Movimenti allo Shopping Based Publishing” verranno presentati nel corso dell’Open day di fine anno.

L’ingresso alla lecture è gratuito e aperto a tutti.